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Rifiuti: Camera; da radicali 'pacchetto' emendamenti a dl

Roma, 16 giugno 2008

• Da note d'agenzia lette a Radio Radicale

I radicali eletti nelle liste del Pd hanno presentato un 'pacchetto' di emendamenti al decreto sull'emergenza rifiuti in Campania in discussione in Aula a Montecitorio. Proposte di modifica che come spiega Elisabetta Zamparutti, componente della commissione Ambiente, sono concentrati in particolare su tre punti. 'C'e' il problema di una gestione centralizzata dei rifiuti in Campania, espressione di un centralismo anti-democratico - argomenta - per cui noi vogliamo che sia consentito agli amministratori locali che dimostrano di essere in grado di smaltire i propri rifiuti senza oneri per lo Stato, magari con nuove tecnologie, di poterlo fare'. In secondo luogo, i radicali propongono una proposta di modifica per 'individuare nel trattamento degli imballaggi un immediato strumento di soluzione per ridurre il materiale in discarica'. Infine, conclude la tesoriera di radicali Italiani 'l'attivazione delle aree di insediamento produttivo sia per lo stoccaggio provvisorio che per impianti di raccolta differenziata'.

 

RIFIUTI. I RADICALI DEL PD, PER SMALTIMENTO SPAZIO A ENTI LOCALI

 

La gestione centralizzata dell'emergenza rifiuti in Campania e' la principale critica, in forma di emendamenti, dei radicali eletti nel Pd al decreto sull'emergenza rifiuti in Campania all'esame dell'Aula a Montecitorio. A riferirlo e' la deputata e membro della commissione Ambiente, Elisabetta Zamparutti, conversando con i cronisti alla Camera.

I radicali del Pd, dice Zamparutti, "condividono il fatto di costruire le discariche e i termovalorizzatori ma senza preclusione a soluzioni anche tecnologicamente avanzate che possono risolvere la situazione" con soluzioni diverse con particolare attenzione alle soluzioni offerte dagli Enti locali.

Come per esempio, l'impianto di dissociazione molecolare di Benevento che, riferisce Zamparuttti, "il presidente della provincia Nardone non ha potuto attivare a causa della gestione centralizzata". La Campania, osserva Zamparutti, "potrebbe essere un laboratorio di nuove tecnologie".



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