Michele Santoro è un «antisemita». Non ci va leggero il ministro degli Esteri Franco Frattini che, in un convegno alla Camera, attacca il giornalista Rai durante il discorso d icommemorazione della Shoah. «La trasmissione di Santoro», afferma Frattini riferendosi alla puntata dedicata alla guerra a Gaza (quella della polemica con Lucia Annunziata), «deve essere considerata come l’esempio di quello che una televisione democratica non dovrebbe mai fare». Citando "Annozero" come esempio del linguaggio «antisemita» usato dai media, il ministro prosegue: «L’antisemitismo che oggi si registra in molti Paesi, e anche in Italia, fa parte del linguaggio corrente dei mezzi di informazione e di alcuni attori politici che, forse per ignoranza, usano parole e toni che sconfinano nell’antisemitismo». Parole pesanti, che suscitano la reazione sdegnata dell’interessato e dell’intera redazione. Ma è la stessa Rai a intervenire con una nota ufficiale per respingere la tesi del ministro e ricordare che l’azienda «ha reso pubbliche, in un documento approvato dal Cda, le proprie critiche alla puntata di "Annozero". Se fossero stati ravvisati elementi di antisemitismo sarebbero stati esplicitamente e duramente stigmatizzati». Sul sito della trasmissione, Santoro e la redazione replicano al ministro pretendendo invece pubbliche scuse, perché «accusare ingiustamente un giornalista di antisemitismo rappresenta un’insopportabile offesa per la dignità personale e per quella professionale». Gli interessati si dichiarano «sbigottiti» per le dichiarazioni di Frattini e lanciano la sfida: «Ci auguriamo che lei si limiti semplicemente a chiederci scusa. Altrimenti saremo costretti a chiedere di essere processati, consegnando al giudice le sue parole per ottenere un giudizio imparziale, mettendo a disposizione di una valutazione serena non solo la puntata di "Annozero" ma tutta la nostra vita spesa a difendere i diritti degli ebrei e quelli di qualunque altra minoranza». Non mancano tuttavia voci critiche a difesa del ministro. Come quella di Fiamma Nirenstein, giornalista c deputata del Pdl, che indica in "Annozero" un esempio di come «la foga anti-israeliana possa sfociare nell’antisemitismo». Anche Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma, definisce «coraggiose» le parole di Frattini e se la prende con «il signor Santoro», che dovrebbe «chiedere scusa agli italiani avendo sfruttato lo spazio pubblico alimentando una trasmissione faziosa». A sor- presa, a difesa del conduttore Rai, si schiera un suo storico "nemico", Marco Pannella, oltretutto filoisraeliano. «Le censure contro "Anno Zero" e Michele Santoro - sostiene il leader radicale -, quando vengono dal potere in nome di una informazione corretta, democratica, leale, libera e indipendente, non sano altro che dimostrazioni di assoluta cecità o miserabile inganno di Regime». La Federazione nazionale della stampa giudica «incredibile» l’accusa a Santoro di antisemitismo, in serata è lo stesso Frattini a correggere il tiro. Con una lettera di chiarimento indirizzata al giornalista in cui precisa di «non aver certo voluto offendere». «È molto delicato - argomenta il ministro - il confine che separa la critica politica allo Stato di Israele con il rischio troppe volte fondato di cadere nell’antisemitismo. E questo confine, la sua trasmissione ha contribuito ad oltrepassare».