L’intervista rilasciata oggi da Fedele Confalonieri al Corriere della Sera contiene delle notevoli imprecisioni. Il presidente di Mediaset, infatti, parla di “coitus interruptus” tra Berlusconi e Veltroni.
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Non è affatto così, e Confalonieri dovrebbe ricordarlo bene:
- nel 1985 il decreto Craxi salva-Berlusconi passò grazie all’apporto determinante del Pci, di cui Veltroni era Responsabile comunicazioni di massa, al termine di una trattativa di puro e assoluto stile partitocratico, che da una parte consegnò a Berlusconi il monopolio del privato, e dall’altra perfezionò la privatizzazione della Rai ad uso e consumo dei partiti, attraverso la lottizzazione anche dell’ultimo gradino del più oscuro dei sottoscala;
- negli anni successivi l’”anticomunista” Berlusconi ha continuato ad essere molto vicino alle vicende dei comunisti (italiani e non): dalla rivista “Il Moderno” alle Feste de l’Unità , passando per il contratto di esclusiva pubblicitaria con l’Unione Sovietica;
- Retequattro ha continuato ad occupare le frequenze, dal 1999, grazie ad una autorizzazione “provvisoria” del governo D’Alema.
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Per stare ai giorni nostri: si è presa in ostaggio la Commissione parlamentare di Vigilanza, impedendole di funzionare e di adempiere ai propri obblighi; abbiamo assistito all’ennesima spartizione del cda della Rai; hanno fatto assieme la “nuova” legge elettorale per le europee; per non parlare della vicenda di Eluana Englaro (il punto più basso toccato da questo regime partitocratico infame e violento), in relazione alla quale abbiamo assistito alla resistibilissima ascesa di Dorina Bianchi, già relatrice nel 2004 della legge che ha proibito la fecondazione assistita e la ricerca scientifica in Italia. E come se non bastasse, hanno riempito ogni canale televisivo di preti, cardinali e agiografie di tutti i tipi…
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Cosa c’è stato di “interrotto” allora?