In Commissione di Vigilanza di nuovo procedure completamente illegali. Non ci si può e non ci si deve rassegnare.
E’ inutile nascondercelo siamo, nuovamente, costretti all’essenzialità , al magrore delle nostre lotte, delle nostre iniziative che sono letteralmente oscurate, inesistenti oppure marginalizzate. Non possiamo che contare sul passaparola, sui tavoli e sul contatto diretto coi cittadini, con gli italiani mentre gli altri continuano ad impiegare i loro “carri armati”: intere edizioni di telegiornali e di trasmissioni di approfondimento con i quali ogni giorno bombardano l’opinione pubblica e letteralmente determinano l’agenda setting della cosiddetta politica.
È stato il destino anche della, civilissima ed umanissima, lotta nonviolenta per ottenere in tempi brevi l’approvazione del progetto di legge, a prima firma della radicale Rita Bernardini, per il diritto di voto a domicilio per i malati e i disabili intrasportabili: Severino Mingroni che l’aveva iniziata, 8 giorni di sciopero della fame e il voto celerissimo della Commissione Affari Costituzionali semplicemente rimossi.
Persino la Camera dei Deputati che nella sua interezza ha votato per la piena applicazione dell’articolo 48 della Costituzione – ogni suo componente - sono divenuti, anch’essi, radicali e cioè persone di cui è vietata la conoscenza, semplicemente ignorati (dove pure il box su l’Avvenire ha costituito la classica eccezione che conferma la regola) proprio nel momento in cui compivano un atto capace di restituire nobiltà alla politica.
Certo poteva essere una notizia, una cosa più interessante di cui occuparsi piuttosto che rimanere ancorati, per intere edizioni, alla vera o presunta emergenza dell’influenza suina o, oggi, all’emergenza legata alle vicende matrimoniali di casa Berlusconi; ma non è stato così e, temo, nonostante quello che riusciremo a fare non sarà così per tutta la campagna elettorale.
Storace, certo non un radicale, quando era Presidente della Commissione di Vigilanza parlò (nel 1998), riferendosi alla Rai, di una vera e propria “operazione che non esito a definire di autentico genocidio politico-culturale” nei confronti dei Radicali.
I dati continuano a dargli ragione. Dal 1998 al 2009, infatti, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha accertato, praticamente in maniera ininterrotta sebbene sempre su denuncia di parte, squilibri editoriali e violazioni di legge perpetrate dalle tre emittenti Rai a danno dei Radicali, per un totale di 40 provvedimenti aventi ad oggetto 47 diversi programmi. Altre decine di provvedimenti hanno invece riguardato le emittenti Mediaset.
Basterà ripercorrere i dati della mancata informazione, del sostanziale silenzio sui radicali, posti alla base degli ultimi ricorsi presentati presso l’AG COM per comprendere come un tetragono disegno ostracistico sia nuovamente operante.
Dal 15 Aprile all’11 Luglio 2008 nei notiziari del Tg1, Tg 2 e Tg 3 che hanno trasmesso un totale di 18 ore e 7 minuti di informazione politica i radicali sono stati presenti in voce solo per 8 minuti e 41 secondi.
Dal 1° Dicembre 2008 al 20 Febbraio 2009 sempre nei notiziari Rai che hanno trasmesso un totale di 18 ore e 19 minuti di informazione politica i radicali sono stati presenti, ancora meno e cioè 5 minuti e 19 secondi.
Dal 1° Dicembre 2008 al 20 Febbraio 2009 nei notiziari del Tg 5, Tg 4 e Studio Aperto che hanno trasmesso in totale 10 ore e 15 minuti di informazione politica i radicali sono stati complessivamente presenti in voce per un risibile dato di 56 secondi.
“Porta a Porta”: nel periodo che va dal 14 Aprile fino all’8 Dicembre 2008 su 50 trasmissioni, che prevedono una pluralità di ospiti politici, è stato dato accesso una sola volta ad un esponente radicale.
“Annozero”: nello stesso periodo si sono registrate zero presenze radicali.
“Ballarò”: sempre nel periodo che va dal 14 Aprile fino all’8 Dicembre 2008 non è mai stato dato accesso ad alcun esponente radicale.
“In ½ ora”: zero presenze radicali dal periodo compreso tra il 14 Aprile 2008 fino al 22 Febbraio 2009.
“Matrix” di Canale 5: zero presenze radicali dal periodo compreso tra il 14 Aprile 2008 fino al 22 Febbraio 2009.
Nel Marzo del 2009, poi, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha riconosciuto che la RAI e in particolare le sue trasmissioni di approfondimento politico non avevano ancora ottemperato alle precedenti delibere e ha ordinato di provvedere anche con appositi spazi compensativi al rispetto di principi di completezza e correttezza dell’informazione, obiettività , equità , lealtà , imparzialità , pluralità dei punti di vista tra le forze politiche.
Dati eloquenti: dati che dimostrano l’esistenza di un danno all’identità di un attore politico che è stato semplicemente cancellato, che per gli italiani semplicemente non esiste, come non esistono i suoi principali esponenti in primis Marco Pannella e, in definitiva, non esistono le sue idee che hanno smesso di circolare in questo paese.
Un danno che deve essere riparato, che non può non essere riparato. Anche perché se ora è vero che siamo entrati nel periodo di campagna elettorale (e si dovrebbero applicare le Disposizioni emanate dalla Commissione parlamentare di Vigilanza) proprio nelle competizioni elettorali il soggetto radicale, la lista Bonino-Pannella, non solo si presenta ai nastri di partenza con tre o quattro giri di pista di penalità ma, verosimilmente, non è nemmeno annunciato tra i partecipanti.
Il capitolo della Commissione di Vigilanza per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi è quello, però, che continua ad avere i connotati maggiormente paradossali.
Dopo mesi di stallo prodotto dalle due gambe del regime partitocratico e di conseguente mancato assolvimento degli obblighi inderogabili (Regolamenti per le elezioni in Sardegna, programmi per l’accesso, tribune politiche non elettorali) recentemente - secondo quanto sottolinea il parlamentare radicale, suo membro, l’On. Beltrandi - ha emanato delle “Disposizioni in materia di comunicazione politica, messaggi autogestiti e informazione della concessionaria pubblica nonché tribune elettorali per l’elezione dei membri del Parlamento Europeo” in completo spregio alle norme contenute proprio del suo Regolamento interno di funzionamento emanato nel 1975.
Insomma, pur essendo interna corporis parlamentari, proprio a noi Radicali non può sfuggire che quando le procedure che conducono ad un risultato vengono eluse o non rispettare proprio il merito del risultato rischia di essere il peggiore tra quelli possibili.
Che quelle Disposizioni per l’informazione nella campagna elettorale europea siano state emanate, nella loro versione definitiva, dall’Ufficio di Presidenza e non, come previsto, dalla plenaria della Commissione e la Commissione stessa, forse, si preparerà ad audire le risposte dei massimi dirigenti RAI su come intendono adempierle solo la prossima settimana e cioè a campagna elettorale ampiamente avviata sono cose, di una serietà e gravità tali, che non possono far rimanere indifferenti noi Radicali, noi candidati della Lista Bonino-Pannella (e che confermano ancora una volta la bontà dell’analisi del libro giallo sulla “Peste Italiana”).