Esponenti e militanti di Radicali Italiani sosteranno, sabato 19 settembre, alle ore 15.00, davanti al Consolato Generale della Russia di Milano (via Sant'Aquilino, 3), per ricordare il decimo anniversario dell’inizio della seconda, tragica invasione della Cecenia da parte delle truppe russe (23 settembre 1999).
Saranno presenti, tra gli altri, Antonella Casu (segretaria di Radicali Italiani), Bruno Mellano (presidente di RI), Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale RI).
Hanno aderito all’iniziativa: Radicali Milano (Associazione Radicali Senza Fissa Dimora, Associazione Enzo Tortora-Radicali Milano) e Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino.
Sarà deposto un mazzo di fiori per ricordare i 100.000 cittadini ceceni rimasti uccisi in questi dieci anni (un decimo dell’intera popolazione della Cecenia).
Mellano e Manfredi hanno dichiarato:
Siamo perfettamente consapevoli del fatto che la nostra iniziativa è simbolica. Siamo altrettanto consapevoli che non potevamo starcene alla finestra di fronte al silenzio completo della politica italiana e dei mass media italiani sul vero e proprio genocidio compiuto in questi dieci anni da Vladimir Putin in Cecenia, di fronte al silenzio completo della politica italiana e dei mass media italiani sull’attuale situazione in Cecenia: la guerra e la violenza non sono cessate, si sono semplicemente estese in tutto il Caucaso. Saremo a Milano, davanti al consolato russo, perché siamo il partito di Antonio Russo, ucciso in Georgia per aver cercato di far luce sui misfatti russi in Cecenia; saremo a Milano perché siamo militanti di quel Partito Nonviolento Transnazionale che si è battuto in questi anni, con la diaspora cecena, per richiedere l’intervento dell’ONU, come è stato fatto giustamente per il Kosovo; saremo a Milano perché Radicali Italiani è l’unica forza politica organizzata in Italia a denunciare senza tregua il sempre maggiore legame di imprese italiane controllate dallo Stato, quali ENI ed Enel, con il colosso di Stato russo Gazprom, nelle mani di Vladimir Putin. Fra dieci anni, la valutazione politica dei governi di Silvio Berlusconi non potrà prescindere dalla sua continua, ostentata, amicizia e collaborazione con il nuovo zar Vladimir Putin, una persona che, se non fosse a capo di una potenza europea, starebbe nella stessa cella del Tribunale dell’Aja che ha ospitato Slobodan Milosevic.
Roma, 17 settembre 2009