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Bolognetti: per la prima volta concordo con il Direttore dell'Arpab. Sono frustrato

31 maggio 2010

 

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Radicali Italiani
L’impagabile, e di certo ineffabile, Direttore dell’Arpab continua ad arrampicarsi sugli specchi. L’Arpab sapeva dell’inquinamento provocato dall’inceneritore Fenice-Edf già dal gennaio 2008. L’Arpab ha comunicato l’inquinamento in atto solo nel marzo del 2009! A leggere le parole del Direttore dell’Arpab Vincenzo Sigillito sembra che l’Agenzia di tutto debba occuparsi tranne che di un serio monitoraggio delle matrici ambientali del vulture-melfese e dell’area in cui è insediato l’inceneritore. Il puntuale e impeccabile intervento di Pio Abiusi ricorda a tutti l’esistenza dell’art. 244 del DLGS 152/2006, che recita: “Le pubbliche amministrazioni che nell'esercizio delle proprie funzioni individuano siti nei quali accertino che i livelli di contaminazione sono superiori ai valori di concentrazione soglia di contaminazione, ne danno comunicazione alla regione, alla provincia e al comune competenti.” Risulta al sottoscritto da documenti ufficiali, che l’Arpab abbia scelto di dare comunicazione agli Enti interessati e ai cittadini con un ritardo di ben 13 mesi. In barba all’art. 244 e a quello che dovrebbe essere un dovere di un funzionario pubblico. Il 25 settembre del 2009, il dottor Bruno Bove arriva a dichiarare, attraverso i microfoni del Tgr Basilicata, che l’agenzia era a conoscenza dei livelli preoccupanti di mercurio nella falda “già dal marzo del 2008”. Il Bove, assolutamente in linea con il Sigillito pensiero, afferma: “non spettava al nostro Ente lanciare l’allarme; per legge è Fenice a dover comunicare entro 24 ore il superamento della soglia.”
Oggi come ieri ribadisco che le dichiarazioni di Sigillito e Bove sono a dir poco sconcertanti e fanno a cazzotti con la mission dell’Agenzia: “L’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente della Basilicata(Arpab) è preposta al monitoraggio e al controllo dei fattori di rischio per la protezione dell’ambiente, informa la cittadinanza sullo stato dell’ambiente e promuove cultura e comportamenti coerenti con i principi e gli obiettivi dello sviluppo sostenibile”.
 
L’impagabile Direttore dell’Arpab, gioverà ricordarlo, il 29 novembre del 2008 partecipava ad un incontro con l’amministratore delegato di Fenice-Edf, Patrick Lucciconi. Il 29 novembre 2008, il mercurio proveniente dall’impianto Fenice-Edf stava già inquinando la falda da quasi 11 mesi, mentre il direttore dell’Arpab nel corso dell’incontro con Lucciconi dichiarava: “L’Arpa Basilicata considera il termovalorizzatore una risorsa estremamente positiva per il territorio lucano a maggior ragione in un momento in cui la regione è costretta a fronteggiare la problematica dello smaltimento rifiuti. Al tempo stesso, però, si riscontra, la percezione negativa che le realtà locali hanno dell’impianto di Melfi.”
Ironia della sorte l’incontro si intitolava: “la promozione di forme di partecipazione più trasparenti e sinergiche con le realtà locali in un’ottica di governance territoriale.”
 
Chi ha detto che Sigillito non ha a cuore la partecipazione dei cittadini? Tutt’altro, Sigillito tiene molto alla trasparenza e soprattutto alle sinergie. La colpa è tutta delle percezioni negative dei cittadini.
 
Le parole che il Direttore dell’Arpab ha rivolto all’on. Elisabetta Zamparutti dimostrano una volta di più quale sia lo spessore del personaggio. Su una sola cosa posso convenire con Sigillito: è vero, sono frustrato. Frustrato nel vedere come l’Arpab serve la sua mission; frustrato, perché le attività di monitoraggio ambientale in questa regione sono, volendo usare un eufemismo, carenti. Frustrato, perché so benissimo di essere il vaso di coccio in mezzo ad una realtà in cui la difesa dell’ambiente e del diritto alla salute viene spesso subordinata ad interessi altri.


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