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Radicali ed evangelici: in Italia a rischio la libertà religiosa

16 giugno 2010

Si è tenuta questa mattina una conferenza stampa promossa da Radicali Italiani e dall’Alleanza dei Cristiani Evangelici per denunciare le violazioni alla libertà religiosa che ancora oggi avvengono in Italia a danno del 2% degli italiani di fede non cattolica.

Il VicePresidente dell’Alleanza Evangelica, Leonardo De Chirico, ha descritto le maggiori criticità, ovvero  l’impossibilità di edificare luoghi di culto che costringe migliaia di persone a riunirsi nei garage per professare la propria fede e le difficoltà nell’assistenza religiosa negli ospedali e nelle carceri.

“Sono gli effetti della legge fascista sui culti ammessi che ancora oggi si applica a tutte quelle confessioni che non hanno sottoscritto le Intese o che aspettano da anni che il Parlamento le ratifichi”, ha affermato Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani.

Radicali e cristiani evangelici hanno anche denunciato la discriminazione religiosa nell’informazione televisiva, che nega agli italiani la conoscenza di importanti realtà sociali. Secondo i dati forniti dal Centro d’ascolto dell’informazione, dal 1 gennaio 2009 al 30 aprile 2010, i telegiornali della Rai hanno riservato solo ad esponenti della Chiesa cattolica il 99% del tempo dedicato alle religioni, mentre i telegiornali Mediaset addirittura il 100%.

Sabato 19 giugno si terrà a Roma la Prima Marcia per la libertà religiosa ed il pluralismo dell’informazione ,  “perché se non riusciamo a tutelare i diritti costituzionali in Italia – ha detto Staderini- non potremo dare nessuno aiuto alle minoranze religiose perseguitate nel mondo”.

Michele De Lucia, tesoriere di Radicali Italiani, nel contestare il diniego della Questura al percorso richiesto che prevedeva di passare per i luoghi simbolo dei cristiani evangelici, ha denunciato i limiti demenziali per manifestare a Roma ed il carattere eversivo del protocollo sulle manifestazioni



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