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Fine vita, una legge necessaria. A certe condizioni

• da E' Vita (Avvenire) del 24 giugno 2010

di Emanuela Vinai

Nessun uomo è privo di relazioni. E un "animale familiare", e non c è uomo al mondo che possa definirsi solo come "individuo", perché ciascuno è parte di una rete di rapporti che lo definisce e lo rende persona. E’ la cifra degli interventi che si sono susseguiti ieri pomeriggio a Roma, alla Camera dei Deputati, nella presentazione del libro La comunità familiare e le scelte di fine vita (Cantagalli, 264 pagine, 13 curo).
L’appuntamento, organizzato dall’onorevole Luisa Santolini, Lldc, presidente della Fondazione Sublacense Vita e famiglia, è stato l’occasione per un confronto tra esponenti politici di diversi schieramenti sui temi del fine vita.
Erano presenti infatti, oltre a Francesco D’Agostino, presidente del Comitato scientifico della Fondazione, il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella (Pdl), l’ex ministro Giuseppe Fioroni (Pd), e gli onorevoli Paola Binetti (Udc), Rocco Buttiglione (Udc) e Domenico Di Virgilio (Pdl). prendo il confronto l’onorevole
Santolini ha spiegato come il volume si riveli di stringente attualità, stante la proposta di legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento non ancora approdata all’aula di Montecitorio, in attesa dei pareri delle Commissioni competenti e con la prospettiva, accennata da Di Virgilio, di andare in discussione probabilmente dopo l’estate. Una legge che continua a far discutere, anche in ambiente cattolico, e che ben si presta a momenti di riflessione condivisa. Domenico Di Virgilio ha infatti portato l’attenzione sui tre punti qualificanti della proposta di legge: l’alleanza terapeutica, il consenso informato e le dichiarazioni di trattamento. «L’alleanza terapeutica ha ricordato - è fondamentale per una corretta formazione del rapporto paziente-medico. Quale può essere stata l’alleanza terapeutica tra Welby e Riccio», il medico che gli staccò la spina? Di Virgilio ha inoltre sottolineato come questa legge «non deve essere "dei cattolici" ma deve rispettare la vita e la dignità della persona». La riflessione di Giuseppe Fioroni si è incentrata sui problemi insiti nella pretesa di normare in astratto, dentro una legge generale, ciò che è sempre stato di competenza del medico e della famiglia. «Cercare di sommare la codifica dei diritti con il malato, unico e irripetibile, che si ha di fronte - ha affermato Fioroni - temo non sia una procedura sempre automatica e semplice». Di qui la provocazione: «Com’è possibile coniugare per legge il senso del limite e la responsabilità del potere umano da esercitare? La politica deve rinunciare a fare campagna elettorale su questi temi». Non si è fatta attendere la replica del sottosegretario Eugenia Roccella: «La legge è necessaria perché la magistratura non è stata prudente come la politica, e se la politica non si affretta a dare risposte queste verranno da qualche altro soggetto». Il riferimento è ai registri comunali dei testamenti biologici («elaborati con criteri fantasiosi e non rispettosi dei cittadini») e alle continue incursioni della magistratura e della prassi medica.
Anche Francesco D’Agostino ha evidenziato l’ingenuità di arrivare a definizioni incrollabili ma, al contempo, ha ricordato che si possono individuare con certezza «orizzonti di senso» condivisi da tutti, credenti e non, da cui far scaturire un percorso comune: «La vita è un bene, e la tutela della vita è un’esigenza fondamentale. Quando è in gioco questo bene l’approccio individualistico è antropologicamente assurdo». Le conclusioni sono spettate a Rocco Buttiglione, la cui analisi si è focalizzata sulla persona come soggetto e, contemporaneamente, come comunità: «Ogni uomo sa che non appartiene solo a se stesso ma alla comunità relazionale che ha contribuito a costituirlo come persona. Quando diciamo che "il corpo è mio e ne faccio quel che voglio" in realtà confessiamo la nostra solitudine».
Il volume presentato è il frutto più recente dei "Laboratori" che ogni estate la Fondazione Sublacense organizza per tre giorni con interlocutori di alto profilo, raccogliendo proposte, idee e domande



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