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Staminali per studiare la tossicità dei farmaci

• da Il Mattino del 2 luglio 2010

 

Cellule staminali per poter studiare la tossicità dei farmaci su alcuni degli individui che sono stati colpiti da malattie genetiche rare, evitando in questo modo che gli stessi vengano sottoposti a dei trials clinici in vivo: è questa una delle ultime frontiere cui stanno lavorando i ricercatori che si occupano di cellule Staminali, tra cui quelli del Cnr, come ha spiegato lo studioso napoletano Gianluigi Condorelli, direttore del dipartimento di medicina del Cnr, in un convegno svoltosi a Roma. «Le cellule adulte della pelle - dice Condorelli - in cui vengono impiantati alcuni geni, possono diventare nel giro di 20 giorni circa delle cellule simili a quelle staminali embrionali, che a loro volta vengono fatte differenziare in altri tipi di cellule, come quelle del cuore, del fegato o del sangue». Un metodo con cui è possibile non solo ottenere delle staminali proprie per ciascun individuo, ma anche studiare come queste si sviluppano e compiere studi di tossicità sui farmaci. «Nel caso di persone colpite da cardiomiopatie primitive - continua Condorelli che sono malattie genetiche relativamente rare, si possono testare i farmaci sulle loro cellule cardiache ricavate da queste staminali embrionali light, e vedere se la terapia è efficace o meno, se presenta degli effetti tossici su quella singola persona, evitando di sottoporla a studi clinici in vivo». Progressi a velocità esponenziale negli ultimi dieci anni hanno portato la comprensione della biologia delle cellule staminali a maturazione promuovendo la nascita di di una branca completamente nuova della medicina rigenerativa. Proprio per affrontare tutte queste problematiche la Fondazione Michelangelo e il Dipartimento Medicina del Cnr hanno promosso presso la sede del Cnr di Roma -fino a oggi - un meeting in collaborazione con l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e l'Harvard Stem Cell Institute. Il meeting riunisce i maggiori esponenti scientifici delle aree interessate.


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