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Avanti con le centrali nucleari

• da L'Opinione delle Libertà del 14 luglio 2010

di Orazio Mainieri

Oggi in Italia il fabbisogno energetico è alto e poggiato sulle fonti primarie non rinnovabili. Ridurre l'eccessiva dipendenza dai combustibili fossili, dovrebbe essere un imperativo di qualsiasi equilibrata politica energetica. Un contributo importante, può essere dato dalle politiche di efficienza-risparmio-energetico e dallo sviluppo delle fonti rinnovabili? In Italia, in questi ultimi 25-30 anni, ha governato l'illusione che i problemi energetici nazionali si potessero risolvere con l'efficienza-risparmio energetico e con le rinnovabili, dette ERER (in particolare solare ed eolico), mentre queste vanno ancora sviluppate ed occupano solo una nicchia energetica limitata. Infatti, con il Piano Energetico Nazionale (PEN) 1981 prima e del 1988 poi e le successive leggi attuative 9 gennaio 1991, n. 9 e 10 e il Provvedimento CIP 6/92, si è cercato di dare un nuovo impulso alle ERER con sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile e di cogenerazione (utilizzando anche certificati verdi e bianchi). Per cui in 28 anni (dal 1981 al 2009) lo Stato per incentivare le fonti rinnovabili (compreso il cip6 ) ha speso più di 70 miliardi di euro, somma che è stata spesata sulla fiscalità generale e sulle tariffe elettriche (insomma su Pantalone), il tutto per avere un kWh costoso (45% superiore a quello medio europeo e quasi il doppio di quello della Francia). Alcuni soggetti parlano ancora di promuovere altri "generosi incentivi" che per noi più realisti vuol dire solo sprecare soldi pubblici, e per giunta in un momento di grave crisi economica. A volte anche i matti sono generosi. Intanto il sistema elettrico si è squilibrato nelle fonti ed è passato dal 50% tutto petrolio a più del 50% tutto gas naturale. In più, caso unico al mondo: siamo arrivati ad importare oltre 46 TWh (13%) di energia elettrica (da nucleare per lo più), mentre la produzione di energia elettrica da eolico ha superato di poco I'l% ed il solare fotovoltaico è arrivato allo 0,08%). Quindi fallimento completo. Ciononostante come FareAmbiente ci adopereremo per promuovere queste ERER ben sapendo del loro ruolo marginale e ben sapendo che il solare e l'eolico sono solo energie costose ed integrative che ci permetteranno solo di risparmiare un po' di combustibile fossile, ma che non possono supportare una Nazione industrializzata. Per capire meglio ciò analizziamo l'energia proveniente da un grammo di uranio 235. La fissione di un grammo di uranio 235 libera 24 MWh termici (8 MWh elettrici), una energia pari alla combustione di due milioni di grammi di petrolio (2 t) o di tre milioni di grammi di antracite (3 t di carbone). Alcuni ambientalisti fondamentalisti vanno dicendo che: "Il futuro è il solare visto che la radiazione che arriva sulla terra è 10.000 volte più potente del fabbisogno energetico mondiale". Nessuno dice loro che questa impostazione è utopica.-Infatti un impianto fotovoltaico di 3,3 kWp, deve funzionare 18 mesi per dare la stessa energia elettrica fornita dal nostro grammo di uranio 235 (8.000 kWhe) in un secondo. Mentre un impianto eolico della potenza dell'impianto FV considerato deve "lavorare" per 7 mesi. Dire la verità significa dire che l'energia solare (o eolica) va confrontata con le altre energie rinnovabili. Non può essere confrontata né con le fonti non rinnovabili né con l'energia nucleare. Non capire questo significa: o non avere una mentalità scientifica o essere in completa malafede (ignoranza a parte). Il sole ha una energia troppo diluita e parlare di confronti, con quella dell'uranio, è ridicolo. L'energia solare fotovoltaica (FV), perciò, è da sviluppare, ma per le piccole isole, per posti isolati, per pannelli da utilizzare nello spazio. Per altri impieghi, attualmente l'uso dei pannelli FV deve essere supportato dal Conto Energia(incentivo a perdere), quindi detta fonte energetica viene sovvenzionata per cercare di smuovere il mercato. Questo porta però ad un aumento del 7% circa sulla bolletta elettrica pagata da tutti (che è già costosa). In pratica il pannello FV di tizio viene pagato da tutti noi con la componente A3 della bolletta. Una simile politica di incentivi è destinata ad essere fallimentare e solo con il ricorso ad una energia massiva, ed economica, come quella nucleare, si avrà la speranza di avere risorse finanziarie da investire nel costoso ed, al momento, antieconomico solare fotovoltaico. Per un movimento ecologista realista come Fare ambiente è arrivato il momento di parlare chiaro. Basta favole. Le utopie si possono anche perseguire ma con i soldi propri non con quelli degli altri.



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