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Proposta di legge Beltrandi-Misiani: Regole certe per aiutare le piccole imprese

30 luglio 2010

di Maria Veronica Murrone

Presentata ieri alla camera una proposta di legge per arginare il fenomeno dei ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni. L'iniziativa, partita dal radicale Marco Beltrandi e dal parlamentare Pd Antonio Misiani, recepisce con tempestività le indicazioni europee in materia di regolamentazione dei pagamenti nelle transizioni commerciali e intende venire incontro alla piccola e media impresa italiana, la cui stessa sopravvivenza viene messa a rischio da tali ritardi.

La normativa metterebbe ordine in una disciplina attualmente dominata dalla prassi dell'approssimazione. Attualmente i ritardi nei pagamenti fanno ricadere proprio sulle Pmi i costi maggiori delle transazioni, privandole di risorse finanziarie e innescando un circolo vizioso. In Italia i piccoli imprenditori possono attendere fino a 600 giorni prima di vedersi riconosciuto il proprio credito da un pubblico ente e tempi di attesa altrettanto lunghi riguardano le transazioni tra privati. Le piccole e medie imprese, anticipando il lavoro e subendo pagamenti molto ritardati funzionano quasi come istituti di credito salvo poi subire per prime la stretta dei finanziamenti erogati dagli istituti bancari.

Ad esporre le argomentazioni sulla necessità di una regolamentazione efficace in materia di transazioni commerciali, oltre ai deputati primi firmatari, anche la responsabile per le piccole e medie imprese democratiche, la deputata Pd Paola De Micheli, il rappresentante del gruppo spontaneo “Imprese che resistono” Pino Scalenghe e Massimo Bordin direttore di RadioRadicale, promotrice di un'inchiesta sui problemi della piccola e media impresa italiana.

Tale legge prevederebbe sostanzialmente l'armonizzazione dei termini di pagamento a 30 giorni. Eventuali deroghe non potrebbero superare i 60 giorni dall'emissione della fattura per le transizioni tra privati e sarebbero ammissibili per gli enti pubblici solo in “casi verificabili”. Inoltre per quelle imprese che ritardino programmaticamente i pagamenti si prevede una multa tra i 5.000 e i 15.000 euro oltre gli interessi di mora e per le pubbliche amministrazioni una penale del 5% sull'importo dovuto.

La proposta, che ha già ottenuto 58 consensi tra parlamentari di tutti gli schieramenti politici, andrebbe a sostituire un decreto legislativo del 2002 finora dimostratosi inefficace e segue le direttive guida dell'UE accogliendo ispirazioni da una legge francese del 2009 sullo stesso tema


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