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RITA BERNARDINI: "INTOCCABILI I CENTRI SOCIALI, È ASSURDO" (Il Giornale)

25 ottobre 2002

Dalla cronaca di Roma de "IL GIORNALE" di Venerdì 25 ottobre 2002

RADICALI: NO ALLA FESTA DELLA CANNABIS

Di Massimo Malpica

Si comincia col “pranzo antiproibizionista”, poi ci sono “cannabis cup” e “giochi lisergici”. E’ il programma della “V Festa del raccolto”, la sagra della marijuana libera organizzata dal centro sociale di Forte Prenestino per domenica. Al grido di “liberi coltivatori del mondo unitevi”, e dietro il pagamento di 3,5 euro.
Tutto normale? Sembra di no. La marijuana infatti è fuorilegge. Se n’è accorto il presidente della Provincia, Silvano Moffa, proibizionista da sempre, che in un comunicato stigmatizza l’iniziativa del Csoa Forte Prenestino. “Mi sorprende non poco – osserva Moffa – il silenzio di istituzioni e forze dell’ordine, che potrebbe essere interpretato da qualcuno come assenso indiretto”. Insomma, “nessuna festa per consumare droga”, taglia corto il presidente provinciale. Fin qui niente di strano. Stupisce di più che anche Rita Bernardini, Presidente dei Radicali Italiani e storica antiproibizionista, si scagli contro l’iniziativa.
Perché non vi piace la festa del raccolto?
“Semplice. Al Forte Prenestino come è omai consuetudine dopodomani ci sarà questa sagra della marijuana. E, come gli altri anni, la polizia non interverrà. I centri sociali pretendono di agire come se fossero una repubblica a parte. E così il cittadino sfigato finisce sui giornali per la piantina sul balcone: fermi e arresti per pochi grammi. Questi ragazzi dei centro sociali, invece, godono di un’assoluta impunità. E questo è assurdo”.
Lei parla di “sagra degli impuntiti e degli ipocriti”. Ma l’impunità ai centri sociali chi gliel’ha data?
“La protezione è assoluta, non solo sulla marijuana. Vorrei sapere quanto pagano di affitto per Forte Prenestino, per esempio, e perché la struttura è stata concessa a loro e non ad altri. E non sono solo le istituzioni rappresentative a chiudere gli occhi sul Csoa, ma anche le forze dell’ordine, che non intervengono per quieto vivere.”
A voi radicali di solito non va così bene…
“No. La disobbedienza civile la paghiamo sulla nostra pelle. Io venerdì scorso a Pistoia per una cessione di marijuana sono stata denunciata e portata in questura. Sono coinvolta in otto processi, e presto una sentenza di condanna diverrà definitiva. D’altra parte leggo che anche nei centri sociali annunciano le loro iniziative come “disobbedienze sociali”, solo che noi la polizia la avvisiamo, e se non si presenta la denunciamo per omissione d’atti d’ufficio. Voglio vedere quelli del Forte Prenestino come si comporteranno…”.
Ma non è strano che, seppure i partiti siano in larga parte proibizionisti, queste “sagre” continuano?
“No. Quello delle droghe per i politici è un argomento tabù. Non si rendono conto che, sulle “non droghe” come hashish e marijuana, più reprimono il consumo più il consumo si allarga. Dati dell’Unione Europea dicono che i consumatori di cannabis in Italia sono passati da 3 a 4 milioni in 5 anni. E mentre la repressione colpisce i comuni mortali, a certi ambienti nessuno osa opporsi. Che siano quelli del “social forum” o i centri sociali a organizzare queste feste, non si può dire una parola. E poi parlano di disobbedienza civile”.


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