Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
ven 14 giu. 2024
  cerca in archivio   RASSEGNA STAMPA
Un appello, dopo Beslan, perché Putin non tradisca la democrazia
Lettera aperta ai Capi di Stato e di governo dell'Unione europea e della Nato

• da Il Foglio del 29 settembre 2004, pag. 4

Come cittadini della comunità democratica euroatlantica, vogliamo esprimere la nostra simpatia e la nostra solidarietà per il popolo della federazione russa nella sua lotta contro il terrorismo. Gli assassini che hanno assaltato la scuola di Beslan hanno commesso un ignobile atto di terrorismo per il quale non esistono scuse o giustificazioni. Sebbene altri assassini abbiano ucciso bambini innocenti e civili disarmati, prendere come obiettivo proprio una scuola è una barbarie che viola i valori e le norme della nostra comunità e che tutte le nazioni civili devono condannare.

 

Allo stesso tempo, siamo profondamente preoccupati che questi tragici eventi possano essere sfruttati per minacciare ulteriormente l'esistenza della democrazia in Russia. Le istituzioni democratiche della Russia sono sempre state deboli e fragili. Da quando è diventato presidente nel gennaio 2000, Vladimir Putin le ha indebolite ancora di più. Ha sistematicamente ristretto la libertà e l'indipendenza della stampa, ha distrutto ogni sistema di controllo sul sistema federale russo, ha arbitrariamente imprigionato i suoi rivali politici, ha escluso candidati legittimi dalle competizioni elettorali, ha intimorito e arrestato i leader delle organizzazioni non governative, e ha indebolito i partiti politici del paese. All'indomani dello spaventoso massacro di Beslan, il presidente Putin ha annunciato vari progetti per un'ulteriore centralizzazione del potere e per mettere in atto provvedimenti che creeranno in Russia un regime ancora più autocratico.

 

Siamo anche preoccupati per il deteriorarsi delle relazioni estere russe. La politica estera del presidente Putin è sempre più caratterizzata da un atteggiamento minaccioso verso i vicini della Russia e nei confronti della sicurezza energetica europea, da un ritorno alla retorica militarista e imperiale, e da un rifiuto di rispettare gli obblighi previsti dai trattati internazionali già sottoscritti dalla Russia. In tutti gli aspetti della vita politica russa, si osserva come si stiano ricostruendo gli strumenti del controllo di Stato e ripristinando il dominio dei servizi di sicurezza. Noi crediamo che non si può accettare questo comportamento come fondamento di un'autentica partnership della Russia con le democrazie della Nato e dell'Unione Europea.

 

Queste iniziative sono soltanto l'ultimo esempio del fatto che l'attuale leadership russa si sta allontanando dai valori democratici della comunità euroatlantica. In passato, l'occidente e rimasto troppe volte silenzioso, rinunciando a qualsiasi critica, nella convinzione che i passi nella direzione sbagliata compiuti da Putin fossero soltanto temporanei e nella speranza che la Russia sarebbe presto tornata a seguire un cammino democratico e filo-occidentale.

 

I leader occidentali continuano ad appoggiare Vladimir Putin nonostante i sempre maggiori indizi che il paese si stia muovendo nella direzione sbagliata e che la sua strategia per combattere il terrorismo stia provocando una sempre più profonda riduzione della libertà. Noi siamo assolutamente convinti che la dittatura non può essere e non sarà la risposta ai problemi della Russia e alle gravi minacce che deve affrontare.

 

I leader dell'occidente devono riconoscere che la nostra attuale strategia nei con fronti della Russia sta fallendo. Le nostre politiche non sono riuscite a contribuire allo sviluppo democratico che ci auguravamo, e che il popolo di questo grande paese si meritava dopo tutte le sofferenze che ha dovuto sopportare. E' giunto il momento di riconsiderare i termini del nostro impegno con la Russia di Putin e di schierarci senza ambiguità a favore delle forze democratiche presenti nel paese. In questa fase critica della storia, in cui l'occidente cerca di promuovere lo sviluppo della democrazia in tutto il mondo (compreso il medio oriente), è assolutamente necessario che non si chiudano gli occhi di fronte al comportamento di Mosca e che non si applichino due pesi e due misure per la democrazia nei paesi che si trovano a est dell'Europa. Dobbiamo dire la verità su ciò che sta accadendo in Russia. Lo dobbiamo alle vittime di Beslan e alle decine di migliaia di democratici russi che stanno ancora combattendo per difendere la democrazia e la libertà nel loro paese.

 

Urban Ahlin, Member of Parliament, Sweden; Giuliano Amato, Former Prime Minister, Italy; Uzi Arad, Institute for Policy and Strategy, Israel; Timothy Garton Ash, St. Antony’s College, Oxford, United Kingdom; Anders Aslund, Carnegie Endowment for Internationai Peace, United States; Ronald D. Asmus, The German Marshall Fund of the United States, United States; Rafael L.Bardaji, Strategic Studies Group, Spain; Wladyslaw Bartoszewski, Former Foreign Minister, Poland; Arnold Beichman, Hoover Institution, United States; Jeff Berguer, Former Staff Dirrctor U.S. Senate, United States; Joseph R. Biden., Senator, United States; Carl Bildt, Former Prime Ministe, Sweden; Max Boot, The Council of Foreign Relations, United States; EIlen Bork, Project for the New American Century, Urnted States; Pascal Bruckner Writer France; Mark Brzezinski, McGuire Woods LLP, United States; Reinhard Buetikofer, Chairman, Green Party, Germany; Janusz Bugajski, Center for Strategic and Intemational Studies, United States; Michael Butler, Fonner Permanent Representative to the European Community, United Kingdom; Martin Butora, Former Ambassador, Slovakia; Daniele Capezzone, Radicali Italiani, Italy; Per Carlsen, Institute of International Affairs, Denmark; Gunilla Carlsson, Member of Parliament, Sweden; Ivo Daalder Brookings Institution, United States; Massimo DAlema, Former Prime Minister, Italy; Pavol Demes, Former Foreign Minister, Slovakia; Larry Diamond, Hoover Institution, United States; Philip Dimitrov, Former Prime Minister, Bulgaria; Thomas Donnelly, American Enterprise Institute, United States; Nicholas Eberstadt, American Enterprise Institute, United States; Uffe Ellemann-Jensen, Former Foreign Minister Denmark; Francis Fukuyama, Johns Hopkins Univerrity, United States; Jeffrey Gedmin, Aspen Institute Berlin, Germany; Bronislaw Geremek, Former Foreign Affairs Minister and Member of European Parliament, Poland; Carl Gershman, National Endowment for Demoeracy, United States; Marc Ginsberg, Former Ambassador, United States; André Glucsmann, Writer, France; Phil Gordon, Brookings Institution, United States; Karl-Theodor von und zu Guttenberg, Member of Partiament, Germany; Istvan Gyarmati, Institute for Euro-Atlanticism and Democracy, Hungary; Pierre Hassner, Center for Intemational Studies and Research, France; Vaclav Havel, Former President, Czech Republic; Richard C. Holbrooke, Former Ambassador to the United Nations, United States; Thomas Ilves, Former Foreign Minister and Member of European Parliament, Estonia; Bruce Jackson, Project on Transitional Demoeracies, United States; Donold Kagan, Yale University, United States; Robert Kagan, Carnegie Endowment, United States; Jerzy Kozminski, Former Ambassadar to the United States. Poland; Craig Kennedy The German Marshal Fund of the United States, United States; Glenys Kinnock, Member of European Parliament, United Kingdom; Bernard Kouchner Former UN Special Envoy to Kosovo, France; Ivan Krastev, Center for LiberaI Strategies, Bulgaria; William Kristol, Project for the New American Century, United States; Girts Valdis Kristovskis, Former Minister of Defense, Latvia; Ludger Kuehnhardt, University of Bonn, Germany; Mart Laar, Former Prime Minister, Estonia; Vytautas Landsbergis,former President and Member of European Parliament, Lithuania;Stephen Larrabee, RAND Corporation, United States; Mark Leonard, The Foreign Policy Center, United Kingdom; Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, Member of European Parliament, Germany; Tod Lindberg, Policy Review, United States; Tom Malinowski, Human Rights Watch, United States; Will Marshall, Progressive Policy Institute, United States; Margarita Mathiopoulos, University of Potsdam, Germany; Clifford May, The Foandation for the Defense of Democracies, United States; John McCain, Senator, United States; Michael McFaul, Hoover Institution, United States; Matteo Mecacci, UN Representative of the TRP, Italy; Mark Medisk, Former Senior Directar of the National Security Cauncil, United States; Thomas O. Melia, Institute for the Study of Diplomacy, United States; Sarah E. Mendelson, United States; Michael Mertes, Dimap Consult, Germany; Ilir Meta, Former Prime Minister, Albania; Adam Michnik, Gazeta Wyborcza, Poland; Richard Morningstar, Former Ambassador to the EU, United States; Joshua Muravchik, American Enterprise Institute, United States; Klaus Naumann (ret), Former Chairman NATO Military Committee, Germany; Dietmar Nietan, Member of Parliament, Gerrnany; James O'Brien, Former Presidential Envoy to the Balkans, United States; Janusz Onyszkieuicz, Member of European Parliament, Poland; Cem Ozdemir, Member of European Parliament, Germany; Can Paker, Turkish Economic and Social Studies Foundation, Turkey; Mark Palmer, Capital Development Company, LLC, United States; Martin Peretz, The New Republic, United States; Friedbert Pflueger, Member of Parliament, Germany; Danielle Pletka, American Enterprise Institute, United States; Florentino Portero, Strategic Studies Group, Spain; Samantha Ravich, Center for Strategic and International Studies, United States; Janusz Reiter, Center for International Relations, Poland; Alex Rondos, Former Ambassador, Greece; Jim Rosapepe, Former Ambassador to Romania, United States; Jacques Rupnik, Center for International Studies and Research, France; Eberhard Sandschneider, German Council on Foreign Relations, Germany; Randy Scheunemann, Project for the New American Century, United States; Gary Schmitt, Project for the New American Century, United States; Simon Serfaty, Center for Strategic and International Studies, United States; Stephen Sestanovich, Council on Foreign Relations, United States; Radek Sikorski, American Enterprise Institute, United States ; Stefano Silvestri, Institute for International Affairs, Italy; Martin Simecka, Editor, Slovakia; Gary Smith, American Academy in Berlin, Germany; Abraham Sofaer, Hoover Institution, United States; James Steinberg, The Brookings Institution, United States; Gary Titley, Member of European Parliament, United Kingdom; Ivan Vejvoda, Fund for Open Society, Serbia; Sasha Vondra, Former Deputy Foreign Minister, Czech Republic; Celeste Wallander, Center for Strategic and International Studies, United States; Ruth Wedgwood, Johns Hopkins University, United States; Richard Weitz, Institute for Foreign Policy Analysis, United States; Kenneth Weinstein, Hudson Institute, United States; Jennifer Windsor, Freedom House, United States; R. James Woolsey, Booz Allen Hamilton, United States



IN PRIMO PIANO







  stampa questa pagina invia questa pagina per mail