Lunedì sera la risposta di Marco Pannella, che si confronterà con il Direttore de "Il Foglio".
Grazie a Radio Radicale, ho potuto ascoltare (un po' incredulo...) l'happening milanese di oggi con Giuliano Ferrara e Rocco Buttiglione: evento nel corso del quale -tra l'accaldato, l'esagitato e l'esaltato- si è veramente sentito di tutto.
Certo, l'amico Giuliano (che tante volte, l'anno scorso, aveva detto e scritto di "annoiarsi") ora non si annoia più, perché ha trovato un giocattolo nuovo. Ma questo suo giocare è un po' disperato, e sicuramente pericolosissimo, distruttivo e autodistruttivo. E ha -soprattutto- costantemente bisogno di ribaltare la realtà .
Così, in ordine sparso:
-si fa finta di non sapere che Pannella e i radicali non hanno mai posto un problema di "legittimità ", ma di "opportunità " della nomina di Buttiglione, e si arriva al surreale, con l'integralista che viene fatto passare per martire, e i pochi liberali attivi in Italia trattati da linciatori (proprio mentre vengono linciati...);
-si fa finta di non sapere che il presunto San Pancrazio parla e si difende a reti unificate, mentre i "perfidi linciatori" a mala pena possono parlare dal "ridotto" di Radio Radicale;
-si fa finta di non sapere che Buttiglione è stato "bocciato" non per le sue opinioni, ma per la pretesa di tradurle in imposizioni per tutti (si pensi al blocco, anche da lui deciso, dei fondi europei per la ricerca sulle staminali; o alla legge italiana sulla fecondazione, anche da lui fortemente voluta)
-si usa in modo spregiudicato il caso (rispettabile, per carità ) del "raro" malato italiano felice della sua condizione (e desideroso di estenderla a tutti?), per meglio censurare la cancellazione mediatica, civile, politica di Luca Coscioni, e dei tanti Coscioni a cui Buttiglione (e Ferrara, ahinoi) vorrebbero negare il diritto a curarsi;
-si arriva al paradosso di capovolgere la storia, la vita (e la morte) di Pym Fortuyn e Theo Van Gogh, che hanno polemizzato con gli imam fondamentalisti non in nome di un altro fondamentalismo (quello di Buttiglione e ora anche di Ferrara), ma in nome dei principi laici e dei diritti (delle donne, dei gay, ecc.) irrisi proprio da Ferrara e da Buttiglione.
Marco Pannella risponderà lunedì, nel suo confronto con il Direttore de "Il Foglio". Certo, resta la pena profonda di dover constatare che, davanti a un bivio storico, davanti all'opportunità di immaginare il "dopo Berlusconi" e un nuovo centrodestra, Giuliano rifiuti l'opportunità liberale, e si schiacci su posizioni degne di un Carlo Casini. Auguri.
Se può, ci faccia un piacere, almeno. Eviti di paragonare Buttiglione a Kant. E non perché Kant non può difendersi, ma perché scappa da ridere anche a Buttiglione...