Â
“Concordo con il Cardinale Poletto, che nessuno ha il diritto di imporre le proprie convinzioni (ANSA h 14:49) e che bisogna essere tolleranti. Sia, però, il Vescovo di Torino a dare una lezione di tolleranza, invitando quel ragazzo a portare il crocifisso nel cuore, magari al collo, o stampato sulla maglietta, ad appenderlo nella sua camera, nel suo armadietto, ma a sconsigliare di imporlo agli altri sul muro di una classe, come un atto di sfida. E’ una questione di civiltĂ . Non si risponde al capo coperto delle ragazze mussulmane con il crocifisso ostentato sul muso.”
Â
Così, Silvio Viale, il Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, che da anni chiede di rimuovere il crocifisso dalla Sala rossa del Consiglio comunale, ha replicato al Vescovo di Torino sul caso della scuola di Ivrea.
Â
Silvio Viale, che è membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, ha aggiunto:
Â
“I mussulmani, come gli ebrei o i valdesi, non centrano. Siamo noi, laici o credenti, cresciuti nella cultura cattolica, che dobbiamo difendere il valore della laicitĂ delle istituzioni, di fronte all’intolleranza dell’integralismo. Il crocifisso, come qualsiasi altro simbolo religioso, non può essere imposto per legge o per autoritĂ , e nostro compito è difendere la libertĂ di religione. Per questo, il nostro pensiero, come ogni anno a Natale, va a quei cristiani che, in molti paesi, sono perseguitati e non possono celebrare il Natale. Lo scorso anno chiesi al Cardinale Poletto di potere commissionare una messa per loro in una chiesa torinese. Mi rispose che avrebbe disposto un’intenzione di preghiera. Io mi auguro che quest’anno sia possibile e noi radicali saremmo, con discrezione, in rappresentanza ideale di coloro che non possono farlo. Tornando al crocifisso, non è un simbolo di tutti, e non può certo essere considerato come il poster di Che Guevara. Come la cultura cattolica, non è la cultura di tutti. Sarei, quindi, grato a Poletto, se volesse evitare di assecondare l’odio religioso di certi paladini della croce, a partire proprio dal grande significato morale, culturale e religioso che per un cattolico ha il crocifisso.”
 Â