ROMA Da una parte c'è quello che Daniele Capezzone definisce il "silenzio eloquente di Berlusconi", dall'altra l’interesse espresso in un incontro tra una Prodi, Fassino e Rutelli seguito al vertice della Federazione. Se per giorni il refrain è stato "accordo in vista tra Radicali e Cdl", ora è in atto una netta inversione di tendenza. La trattativa per dare "ospitalità " alle liste dei Radicali all’interno della coalizione di centrosinistra ancora non è chiusa. Però un importante passo avanti ieri è stato compiuto. Nel breve incontro a tre, anche se ufficialmente il Professore nega, i vertici di quello che viene ormai comunemente chiamato l’Ulivo si sono detti interessati a valutare la disponibilità mostrata ultimamente dai Radicali a un accordo elettorale e pronti a procedere a singole intese verificando insieme ai candidati presidenti regione per regione.
Insomma, un mezzo sì alla proposta lanciata venti giorni fa da Marco Pannella,
che però già in un colloquio avuto in mattinata a Bruxelles con Massimo D'Alema si era mostrato freddo sulla soluzione del procedere caso per caso, senza però riuscire a far cambiare posizione al presidente dei Ds, che ha continuato a dirsi "favorevole ad aprire un confronto che muova dalle singole realtà ". La parola passa ora a torre Argentina, dove si guarda con praticamente attenzione alla mossa della Federazione ulivista, mentre sono praticamente ridotte all'osso le speranze che un accordo si possa ancora trovare con il centrodestra. E’ drammaticamente eloquente il silenzio di Berlusconi", dice senza tanti giri di parole Daniele Capezzone. "Se ha trovato il tempo per cenare con la Lecciso ma non per dare una risposta a noi, è chiaro che siamo di fronte a una decisione politica", spiega il segretario dei Radicali mentre lascia soddisfatto il Quirinale, dove era andato per illustrare a Ciampi un dossier sui "gravi e sistematici episodi di illegalità " verificatisi alle regionali del 2000.
Da quando Marco Pannella ha lanciato la proposta di accordo con uno dei due
schieramenti per le regionali di aprile, approvata all'unanimità dal comitato politico del partito, sono passati ben più di quindici giorni che un po’ provocatoriamente il leader radicale aveva dato alla maggioranza per ottenere una risposta. Segnali positivi sono arrivati da parte di singole personalità del centrodestra come Bondi o Gasparri, ma a Torre Argentina hanno inutilmente atteso ciò che avevano chiesto, ovvero una decisone di vertice. Oramai è chiaro che quello di Berlusconi è un no, conclude Capezzone dicendosi molto dispiaciuto, ma in primo luogo per loro. Altro segnale che sembra prospettare un accordo tra Radicali e centrosinistra è il fatto che continua ad aumentare il numero dei parlamentari dell’opposizione che chiedono all’Alleanza di dare ospitalità nelle proprie liste ai Radicali alle regionali. Ai primi 29 firmatari dell'appello pubblicato dall'Unita se ne sono aggiunti altri 31. "L'ospitalità può e deve essere la premessa anche per un accordo elettorale per le elezioni politiche del 2006", sostengono i 34 Ds, 9 Dille, 6 Verdi, 3 Socialisti, più esponenti di Rifondazione comunista, Pdci e Italia dei valori che finora hanno firmato l’appello. Senza poi contare il fatto che dichiarazioni in favore di un confronto con i Radicali continuano ad arrivare numerose da praticamente tutta l’Alleanza, a parte l’Udeur che si è trincerato dietro un no comment. Per i Ds, Gavino Angius dice che è interesse di tutto il centrosinistra aprire un confronto vero e a tutto campo con il Partito Radicale. Spiega il capogruppo della Quercia al Senato: Credo che possa trattarsi di un’occasione utile per valutare possibili impegni comuni in vista degli importantissimi appuntamenti che ci attendono e cioè le elezioni regionali, il referendum sulla procreazione e le stesse elezioni politiche. Secondo l’esponete Diessino bisogna sperimentare la possibilità di lavorare a "possibili terreni d’intesa e di iniziativa comune su questioni decisive come i diritti civili, il sostegno alla ricerca scientifica e le stesse grandi riforme economiche, sociali e istituzionali", stando attenti a non rispolverare "vecchi pregiudizi e antiche preclusioni". Importante anche l’apertura di Fausto Bertinotti che smentisce un veto di Rifondazione comunista e anzi invita il centrosinistra da avere "il coraggio dell’intesa" con Pannella: "questa è una occasione da non perdere per riaprire un dibattito su culture forti che io penso abbiano una collocazione potenziale a sinistra", spiego il leader del Prc. Rimane da vedere, oltre alla risposta definitiva che arriverà dai Radicali, quanto peseranno All’interno dell’Alleanza le posizioni contrarie registrate nella Margherita. Al vertice ristretto tra Prodi, Fassino e Rutelli l’intesa è stata unanime, viene assicurato. Ma se i prodiani fanno sapere che il Professore ha dato mandato ai suoi di lavorare all’intesa, nella Margherita c’è chi frena. Alla voce del responsabile esteri dei Dl, Lapo Pistelli, che parla di "un film già visto", si è unita ieri quella di Enrico Letta secondo il quale è in atto "una discussione surreale", visto che prescinde dai contenuti. Dice il responsabile Economia della Margherita: "Gli accordi si fanno sui programmi. Si parli di quelli. Non è bello il pendolarismo dei radicali tra Cdl e Gad".