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Il voto nel nord Iraq
Al Zarqawi vuole esportare il terrore in Curdistan, am sottovaluta l'alleanza tra Curdi e americani

• da Il Foglio del 28 gennaio 2005, pag. 1

Kirkuk. Domenica prossima il Kurdistan iracheno andra’ alle urne. Dai tempi dell’operazione “Tempesta nel desterto” e della guerra in Kuwait le autorita’ di Erbil hanno costruito uno stato nello stato e con i loro 70.000 Peshmerga armati hanno neutralizzato il gruppo terrorista locale Ansar Al Islam. Nulla hanno potuto pero’ contro le inflitrazioni dei militanti armati giunti dal sud sunnita, che stanno attaccando i seggi elettorali della regione di Kirkuk, principale centro petrolifero del Kurdistan iracheno. Dopo i due attentati contro un commissariato e un mercato all’aperto – con un bilancio di almeno sette morti – sono stati presi di mira ieri tre seggi elettorali e un’accademia della polizia locale. La minaccia terrorista ha impedito l’attraversamento della frontiera con la Turchia anche alla missione di osservazione elettorale organizzata dai radicali e diretta ad Erbil. Massud Barzani e Jalal Talabani, i due leader dei Curdi iracheni, sanno che - una volta che l’assemblea nazionale entrera’ in funzione - ogni voto contera’ nei rapporti di forza con sunniti e sciiti. Per quanto riguarda le altre etnie e religioni della regione, il milione e mezzo di assiro-cristiani guidati dal partito di Jonadan Kanna dovra’ accontentarsi dei pochi seggi loro riservati nella futura assemblea nazionale. Mentre l’originale ipotesi di un asse tra curdi e turcomanni, suggellata dalla proposta di ingresso nel governo regionale del Kurdistan di ministri turcofoni, e’ naufragata di fronte all’opposizione di Ankara, che tollera, ma non sostiene, l’ipotesi di un governo curdo alle proprie porte. L’accordo negoziato la scorsa settimana dagli emissari della coalizione permettera’ a oltre 70 mila curdi di votare nella regione di Kirkuk e di pesare di piu’ sul controllo dei giacimenti petroliferi su cui galleggia la citta’. Ma la minaccia alla sicurezza del voto viene da Mosul, dove si sono concentrati i reduci di Falluja, i gruppi turcomanni piu’ estremisti ed elementi del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan di Abdullah Ocalan. Abu Musab al Zarqawi vuole esportare il terrorismo dal triangolo sunnita al Kurdistan per sconfiggere - e quindi vincere - le elezioni di domenica. Ma non sara’ facile distruggere la prova decennale costruita dalla “joint venture” tra curdi e Stati Uniti.



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