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I due schieramenti continuano ad essere in perfetto equilibrio nelle intenzioni di voto. La differenza la faranno i radicali se ci sarà un accordo elettorale. Regionali, quattro regioni incerte.
• da La Stampa del 6 febbraio 2005, pag. 8
Il sondaggio del mese di gennaio sulle intenzioni di voto degli italiani riporta i due schieramenti in assoluta parità (47%). A dicembre il centrodestra era andato in testa, anche se solo di mezzo punto, grazie al taglio delle tesse. Il monitoraggio, iniziato sette mesi fa, mette oggi in evidenza come più che di un vero e proprio trend si debba parlare di un'oscillazione altalenante attorno ad un motivo di fondo: una sostanziale equipollenza dei due schieramenti. Un dato nel complesso non significativo perché il «margine di errore» può modificare, a favore di uno qualsiasi degli schieramenti, il risultato. Certo in un quadro del genere la confluenza dei Radicali nel centrodestra o nel centrosinistra potrebbe risultare decisiva ad assegnare la vittoria. Nell'ambito dei due schieramenti c'è però un trend che si può segnalare con una maggior evidenza, e cioè quello di un tendenziale rafforzamento dei partiti maggiori: rispetto alle europee da un lato Forza Italia e AN e dall'altro la lista Uniti nell'Ulivo sembrano in fase tonica, anche se è difficile ipotizzare come quest'ultima si presenterà agli elettori nelle politiche del 2006 (come Gad o Uniti nell'Ulivo).
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