Bisogna capire in concreto che cosa comporta la formula dell'ospitalitĂ . Non si tratta di un'alleanza. Dopo l’incontro con Prodi, il leader radicale vede Berlusconi.
ROMA Dopo il faccia a faccia con Romano Prodi, ieri Marco Pannella ha visto Silvio Berlusconi. I radicali, però, ancora non hanno scelto con chi stare in vista delle prossime elezioni regionali.
Al di là dei convenevoli, infatti, il faccia a faccia con il premier si è chiuso con un nulla di fatto.
Sia nel centrodestra che nel centrosinistra a questo punto sono in molti a puntare l'indice contro il leader radicale accusato di alzare il prezzo prima di sottoscrivere l’intesa con uno dei due schieramenti. E del resto le parole che lo stesso Pannella ha pronunciato al termine della riunione con il Cavaliere hanno confermato che il punto vero adesso riguarda la valutazione della consistenza elettorale dei “pannelliani”. “Ho fatto la proposta ai partiti dei due schieramenti – ha spiegato - di concordare con i 4-5 migliori sondaggisti una ricerca per valutare il peso dei radicali Insomma, ha chiarito il segretario dei radicali, Daniele Capezzone, “sarebbe assai utile che si commissionassero entro 24 ore sondaggi per scattare una fotografia della situazione e quindi capire la realtĂ radicale”. Capezzone ricordato che per ora c’è uno un accordo con il centrosinistra darebbe alle regionali un risultato di 10 a 4 per la Gad. In caso contrario finirebbe 8 a 6. Insomma il Pr sarebbe determinante almeno in due regioni. Poi, ha aggiunto Pannella, “bisogna vedere in concreto cosa può comportare la formula dell’ospitalitĂ . Non si tratta di un’alleanza”. Ed è vero che i due terzi degli elettori radicali preferirebbero un patto con l’Ulivo: “c'è una certa difficoltĂ ad accettare l'idea di un’alleanza con la Cdl che ha fatto scelte legittime anche se non sempre compatibili con noi radicali”.
Soprattutto temono che e un eventuale fallimento dei referendum possa essere attribuita proprio alla convergenza con la stessa maggioranza che ha approvato la legge sulla fecondazione assistita. Berlusconi, però, ci tiene e non poco a stringere. La tornata elettorale di aprile sta diventando un appuntamento sempre piĂą delicato per Palazzo Chigi. Dopo aver perso sostanzialmente la Mussolini, il premier non vuole rinunciare pure a Pannella proprio perchĂ© diverse regioni si giocheranno sul filo di lana. Anche a costo di riservare ai radicali alcuni posti nei listini. Domani chiederĂ a Umberto Bossi il via libera all’intesa. Se c’è una incompatibilitĂ di fondo – ha ammonito il premier – questa è proprio tra la mentalitĂ e la tradizione liberale dei radicali e quelle illiberali e autoritarie della sinistra italiana. Anche nel centrosinistra sono in fiduciosa attesa. Sebbene non manchi qualche segnale di nervosismo per il gioco al rialzo dei radicali. Ci si chiedeva un cenno – ha fatto presente Piero Fassino – e noi l'abbiamo dato. Ora l'onere della risposta spetta ai radicali.
Decidano se cogliere la nostra disponibilitĂ oppure no. Noi apprezziamo l'importante decisione tesa di camminare insieme al centrosinistra. Noi siamo pronti, ora sempre piĂą spetta a loro rispondere. Però, ha avvertito Franco Marini, Pannella non può pensare che entriamo in trattative senza che ci dicano quale sarĂ il loro approdo. Aspettiamo che maturino una scelta. Anche se, si lamenta Clemente Mastella, non è una trattativa vera, ma un modo disinvolto di attrarre l’attenzione dei media e ottenere un po’ di pubblicitĂ gratuita.