MILANO «Sono giornate da trenta ore», ha commentato Lorenzo Lipparini. La battuta del  segretario dell'associazione "Enzo Tortora" fotografa lo stato d'animo dei radicali milanesi che, pur guardando a quanto accade nella Capitale, stanno preparando le liste per il Pirellone (in Consiglio regionale hanno 3 seggi).
L'attesa, comunque, non sarà lunga. Ieri Pannella ha avanzato di nuovo sia alla Casa delle Libertà sia alla Grande alleanza democratica, la richiesta di effettuare sondaggi che dimostrino il «Peso» del partito. «Non è esclusa alcuna ipotesi - ha aggiunto Lipparini - si è in una fase in cui, in ogni
momento, potrebbe emergere qualsiasi risultato». «Pannella non può credere che si possa trattare senza prima dire quale sarà l'approdo, ha avvertito Franco Marini, ex numero uno della CisI e attuale responsabile organizzativo della Margherita. Sarebbe superficiale ragionare
anche sui modi, senza sapere quale scelta faranno i radicali»
I pannelliani hanno ricordato che l'intesa dovrebbe portare all'inserimento  di liste radicali nel "recinto" di uno dei due poli. Come ha spiegato Lipparini «l'accordo non avverrà su base locale, ma nazionale nel senso che se si decidesse di partecipare alla campagna elettorale ci dovranno essere liste, possibilmente in ogni regione, collegate con i candidati presidenti della coalizione cui si farà riferimento. Non sarà un'intesa programmatica perchè non c'è tempo, ma politica, per iniziare un percorso comune. Anzitutto, ci dovrà essere un interesse particolare alle battaglie sulla legalità delle elezioni. Quindi, la campagna elettorale dovrà essere la più corretta possibile senza che emergano
i problemi di 5 anni fa quando, tra brogli nella presentazione delle liste ed episodi di illegalità nell'accesso ai mezzi di informazione, il responso delle urne era stato fortemente influenzato dalle carenze denunciate».