Diteci come ci ospiterete. Bertinotti, Prc: richiesta da accogliere. Volontè, Udc: comportamento poco decoroso.
ROMA  Radicali dicono «no» al «diktat» dell'Alleanza democratica, che sollecita il partito di Marco Pannella a dichiarare “subito e in modo preventivo” con quale alleanza correre per le elezioni regionali. «No, perchè - spiega lo stesso Pannella in un lungo intervento sul "Corriere della Sera" - non intendiamo esporci al ridicolo, al grottesco di essere alla fine turlupinati. Così sembrano parlarci ma non può che essere la follia, la stanchezza di un giorno». Se Fassino, chiudendo il congresso Ds, ha detto “noi siamo pronti, adesso l'onere della risposta sta ai radicali”, Pannella si spinge oltre e restituisce la palla al mittente: “torniamo a chiedervi scrive il numero uno dei Radicali rivolto all'Alleanza di immergerci immediatamente e pubblicamente nel lavoro di ricerca e di formalizzazione dell'ospitalità che vi proponiamo; e di conoscere dove e come ci ospiterete. Noi lo dobbiamo alla conferma trentennale e più, riconoscenza che ci ha unito e che ci unisce al vostro popolo, a tanti dei vostri vecchi e nuovi compagni, i cui applausi puntuali, continui, in Congresso, ogni volta che udivano anche solo evocare i radicali e la loro richiesta-proposta di ospitalità .
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Questi compagni, questo popolo, ce l'hanno fatta, da trent'anni almeno, nei momenti conosciuti cruciali della storia italiana: sono riusciti ad imporvi e ad imporci di combattere e con-vincere insieme». Stesso messaggio arriva da Daniele Capezzone: «Franco Marini e Piero Fassino sono persone troppo avvertite e serie, oltre che dirigenti politici troppo accorti, per pensare che sia ragionevole imporci quelli che rischiano di suonare come un ultimatum, un aut aut, un diktat o una richiesta di “autoconsegna”. Insomma - dice il segretario dei Radicali - c'è un viandante che chiede ospitalità , e gli si dice che deve "consegnarsi", senza sapere bene cosa accadrà e cosa gli accadrà , come e dove sarà o sarebbe ospitato. Che senso ha?».
Una prima risposta, nel centrosinistra, arriva da Fausto Bertinotti: “La richiesta di Pannella all’Alleanza Democratica di dare corso al lavoro di ricerca e di formalizzazione dell'ospitalità va immediatamente raccolta». Secondo il segretario di Rifondazione comunista le domande sulla legalità repubblicana meritano dì essere accolte perché il funzionamento trasparente delle istituzioni è un bene comune. L'Alleanza Democratica è investita da una domanda forte di unità e di pluralismo che viene dal suo popolo e che si rivolge a tutte le sue componenti, come si è visto anche nel recente congresso dei Ds. L'ospitalità ai Radicali è un modo in più per raccogliere questa domanda che è anche una domanda di costruire un'alternativa alle destre».
Risposte di altro tenore arrivano invece dal centrodestra. Se per il capogruppo al Senato di Forza Italia Renato Schifani «sarebbe chiaramente costruttiva una intesa con i Radicali sui temi politici» ed è “inopportuno drammatizzare su questa intesa dimenticando i grandi meriti, in Italia e all'estero, ascrivibili a Marco Pannella e ad Emma Bonino”, il leghista Roberto Maroni dice che “inserire oggi i Radicali nella Casa delle Libertà significherebbe fare un errore, trasformare una alleanza politica in una alleanza elettorale”. Dello stesso avviso Luca Volontè, per il quale non ci sono ragioni per un accordo con Pannella. Il comportamento da soubrette del Partito Radicale è poco decoroso e la dice lunga sulle reali intenzioni. Ancor meno opportuni sono gli ammiccamenti e le serenate incomprensibili di chi ha valori e programmi incompatibili con quelli Radicali. Dice anche il capogruppo dell'Udc alla Camera: “Non si è mai visto un mendicante che prima chiede ospitalità e poi si fa rincorrere da diversi padroni di casa. Mai ospiterei a casa mia chi viene esplicitamente per distruggere la mia famiglia”.