Sarebbe corruzione, c'é chi ha bisogno di sporcarci. Nuovo appello dell'Ulivo, in campo il Prc.
L'ira di Marco Pannella esplode a “Otto e mezzo”. Respinge con sdegno il sospetto di aver chiesto o ottenuto soldi da Berlusconi in cambio dell'alleanza alle prossime Regionali e aggiunge: "C'è bisogno di sporcarci — dice alla trasmissione di Giuliano Ferrara — perchè hanno bisogno di pensare che non si può essere altro da loro. Io ho un'etica calvinista e do un grande valore al denaro: ma chiedere soldi in cambio di qualcos'altro, che fra l'altro non si possiede, significa farsi corrompere”.
Lo sfogo di Pannella è l'ultimo capitolo di una storia che non ha ancora un finale e che vede i radicali in mezzo al guado. Poco prima, lo stesso storico leader aveva spiegato che «non presentarci alle elezioni sarebbe come chiudere bottega». L'emporio radicale, invece, ha la saracinesca ben aperta. In molti si sono fermati sulla soglia a dare un occhiata: ma nessuno, finora, ne a destra ne a sinistra, ha avuto il coraggio o la voglia di entrarci. Anche ieri si sono ripetuti segnali contraddittori da entrambi gli schieramenti. Con i Ds che - promotori Grillini e Turci da una parte hanno fatto pubblicare sull'Unita di oggi un appello all'accoglienza, firmato da 150 parlamentari del centro sinistra; dall'altra hanno nuovamente tirato il freno a mano con Gavino Angius, che ha stigmatizzato la politica dei due forni, conio andreottiano un tempo dedicato ai socialisti. Il centrodestra si trova nella stessa condizione schizofrenica, con Forza Italia che spinge per allargare la coalizione e la Lega che ripete un no secco. Il fatto che la visita di Berlusconi a Bossi sia saltata, a causa dell'influenza del premier, non fa che peggiorare l'incertezza e rimandare una decisione che sembra sempre più incerta. L'estremo tentativo del Cavaliere di convincere il Senatur, in realtà , sembrava comunque destinato a naufragare, come conferma li ministro per le Riforme Roberto Calderoli: «Il consiglio federale della Lega ha già detto no all'allargamento della coalizione. I radicali hanno poi tenuto un atteggiamento da mercenari, cercando di scambiare cammelli con tappeti in una specie di asta, e questo non ha fatto che aumentare le distanze tra noi. Offrirsi contemporaneamente alla Cdl e al centrosinistra è incompatibile con un partito che abbia ideali e valori». Parole respinte dal segretario radicale  Daniele Capezzone: «Quando parla di aste Calderoli parla evidentemente di episodi che lo hanno riguardato o lo riguardano». A destra voci contrarie si levano anche da An, con Alemanno che invita a «non toccare valori intoccabili» e Urso che paventa ustioni gravi avvicinandosi al fuoco degli «ultralibertari» radicali. Eppure Berlusconi sembra convinto della necessita di un accordo.
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I radicali gli avrebbero chiesto (ma non ci sono conferme) una presidenza di Regione secondo il viceministro all'Istruzione, Stefano Caldoro, potrebbe essere la Bonino in Campania e posti nei listini di Lombardia e Piemonte. Sull'altro fronte, giudizio senza appello anche da Clemente Mastelia, il leader dell'Udeur (centrosinistra): «Per me Pannella è fuori: pollice verso, come nell'antica Roma». Eppure Bertinotti insiste e raccomanda a Fassino di avere un po' di coraggio: «Chiede ai radicali di fare una scelta di campo, ma cosi facendo, rischia di far naufragare il tentativo». La Gad sarebbe pronta a offrire visibilità mediatica al radicali, nonchè posti sicuri nei listini e oltre cinque consiglieri regionali.
Ma Capezzone vede nero: "Ogni mezza giornata che passa e sempre peggio». E Pannella pure: «Non so che succederà , se palermitani e corleonesi si metteranno d'accordo e faranno passare in chiacchiere questi ultimi giorni».