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Marco Pannella e le cariatidi della conservazione

• da L'Opinione del 8 febbraio 2005, pag. 6

di Francesco Pullia

 Al momento in cui scriviamo non sappiamo ancora se e dove la richiesta di ospitalità avanzata da Marco Pannella abbia trovato l'accoglienza che merita. Certo e che, al di la dell'evolversi della situazione, ancora una volta il leader radicale e riuscito a spiazzare tutti movimentando lo sconfortante panorama politico italiano. Solo qualche sprovveduto, e per giunta in malafede, può paragonare il pervicace tentativo dei radicali ad una vendita di fine stagione, ad una concessione al miglior offerente. Chi pensa questo necessità di quella compassione che non si può negare a chi ha smarrito in sé risorse per concepire altro, in politica come nella vita. Pannella, innanzitutto, proponendosi come viandante ha voluto dimostrare ad entrambi gli schieramenti, e i fatti gli stanno dando per l'ennesima volta ragione, la loro simmetrica intercambiabilità. Divisi come sono unicamente dalla cecità di opposte tifoserie, centrodestra e centrosinistra in realtà sono troppo drammaticamente simili, facce di un'identica moneta che ha perso valore d'uso e di scambio, uniti dal medesimo settarismo, da conservatorismo demagogico e populista, da un confessionalismo antireligioso patetico. Agli sproloqui di Buttiglione, Giovanardi, Tremonti, Urso hanno fatto eco, nella stessa lunghezza d'onda cacofonica, le fin troppo prevedibili intemperanze di Mastella e di Rosaria, detta Rosy, Bindi.

 

 In entrambi i poli, in assenza di credibili programmi, sono stati sbandierati, come pretesti dietro cui celarsi, presunti valori non "condivisi", con parlamentari tramutati alla bisogna in parrocchiani di quart'ordine. I radicali fanno paura per la loro capacita, ampiamente dimostrata, di concretizzare proposte e governare pari solo alla loro connaturata indipendenza da ogni deriva ideologica e fondamentalista. E' per questo che li si teme come una iattura o una dannazione, allo stesso modo e con gli stessi toni con cui trent'anni fa li paventavano i vari Ciccardini, Piccoli, Luigi Preti o quel "socialista" di Vassalli che adesso pare abbia riscoperto l'attualità del famigerato Alfredo Rocco, l'ispiratore della normativa fascista. Chi ha un po' di militanza sulle spalle certe cose se le ricorda, non può non ricordarsele. Il conto alla fine torna. Cambiano visi e nomi ma le cariatidi, pur mutando aspetto, restano uguali. E, allora, di qua o di la? Pannella a chi non ha lo sguardo offuscato dall'ipocrisia ha mostrato come il "di là" sia l'esatto speculare del "di qua" ed ha usato la trasversalità come uno strumento nonviolento per dare conoscenza e restituire un po' di limpidezza in acque putride, stagnanti.

 

 

 



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