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Cresce il mercato dei Radicali, più consensi dal centrodestra
Pannella guadagna un punto, aumentano anche gli elettori potenziali; l'alleanza aiuterebbe entrambi i poli. Nell'Ulivo le maggiori resistenze.

• da Corriere della Sera del 9 febbraio 2005, pag. 15

di Renato Manheimer

Conviene alla Cdl o alla Gad accogliere radicali nelle proprie liste alle prossime
regionali? Il risultato netto consisterà più probabilmente in un incremento o in una
perdita di voti? Per rispondere compiutamente, bisogna affrontare la questione da almeno due punti di vista. Occorre comprendere quale è oggi il patrimonio di voti che i radicali portano con sé. E stimare al tempo stesso il possibile effetto — sempre in termini di raccolta o di calo di consensi — che la presenza di candidati radicali può determinare.

 

1) Quanto «valgono» attualmente i radicali? La stima è resa più ardua dalla maggior volatilità temporale dei consensi rispetto a quanto si rileva per altre forze
politiche. Uno dei motivi sta nel fatto che l'elettore medio fatica talvolta a comprendere  l'ideologia, l'orientamento generale che ispira il partito di Pannella.
Ed esita quindi a identificarsi con esso. Mentre reagisce più facilmente — aderendovi o rigettandoli — a singoli progetti o proposte. Per questo (oltre che per altri fattori quali la difficoltà organizzativa, il fragile radicamento territoriale e, naturalmente, il laborioso accesso ai media) i radicali possono contare su un ambito limitato dì voti «certi». La loro fortuna o il loro insuccesso — dipende dall'interesse e dalle emozioni suscitate di volta in volta dai singoli temi toccati (come, tra gli altri, il divorzio, l'aborto, la pace, la fecondazione assistita) e dalle iniziative conseguenti. Mentre appare più difficoltoso «accumulare» un consenso stabile e continuativo. Oggi però i radicali godono di un momento fortunato.


La percentuale di intenzioni di voto rilevate nei sondaggi è passata nelle ultime
settimane dal 2-3% al 3-4%. Probabilmente ciò è accaduto anche grazie all'effetto mediatico della richiesta di ospitalità e al dibattito che essa  ha suscitato. Ma, in parte, la crescita è anche l'effetto di alcune recenti battaglie, ad esempio quella sulla fecondazione assistita. Soprattutto, si è accresciuto il mercato potenziale, formato da chi, pur essendo per ora orientato verso altre forze politiche, prende comunque in considerazione i radicali per il voto. In questo segmento si riscontra, com'era forse prevedibile, la presenza in misura più che proporzionale di persone con titolo di studio elevato, tra cui molti lavoratori autonomi. Ma l'aspetto più interessante è, naturalmente, la caratterizzazione politica dei consensi conquistati. Sia i voti potenziali  sia quelli «certi» acquisiti di recente provengono trasversalmente da tutte le forze con, tuttavia, una accentuazione nel centrodestra.
In particolare, si registra un flusso consistente da parte di chi aveva scelto la Cdl nel 2001 e adesso si dichiara deluso (e in larga misura si è astenuto alle recenti Europee). La relativa maggiore simpatia per il  partito di Pannella presente oggi fra gli elettori del centrodestra si rileva peraltro anche dal semplice dato sulla autocollocazione  degli elettori potenziali.


Ove chi dichiara di sentirsi di centrodestra prevale quantitativamente, seppur di poco, su chi si pone nel centrosinistra. Perla gran parte degli elettori potenziali, il voto per i radicali rimarrà probabilmente una mera disponibilità. Ma una certa quota potrebbe davvero indicare sulla scheda il partito di Pannella, E' questo segmento del mercato elettorale che viene oggi proposto ai due poli.

 

b) Con quali possibili effetti? Lo abbiamo chiesto agli elettori stessi. E, come sempre, nell'interpretare le risposte, va tenuto presente che esse riflettono la reazione del momento e che non sempre i comportamenti sono del tutto conseguenti a quanto affermato. Resta il fatto che anche in questo caso si registra nell'elettorato del centrodestra una qualche maggiore disponibilità ad accogliere i candidati di Pannella. Per la verità, la maggioranza relativa degli elettori di entrambe le coalizioni  ritiene che sarebbe più opportuno che i radicali non fossero presenti in nessuna di esse. Ma la percentuale di ostili risulta lievemente maggiore tra chi vota centrosinistra. E, di converso, la quota di chi invece propone di inserire i radicali è più elevata tra gli elettori della Cdl. Tra costoro e anche maggiore la percentuale di chi dichiara che con la presenza dei radicali voterebbe «più volentieri» la propria coalizione. Al tempo stesso, però, un elettore su cinque del centrodestra afferma che la presenza dei candidati di Pannella lo indurrebbe a votare meno volentieri per la Cdl. Tra i votanti per il centrosinistra, questa percentuale è lievemente inferiore (17%). Ma è assai più elevata la quota di chi sostiene che la presenza dei radicali nella propria coalizione lo indurrebbe più facilmente all'astensione. Insomma, ospitare i candidati  radicali parrebbe costituire una operazione vantaggiosa. Sia perché l'entità del mercato potenziale risulta oggi quantitativamente di tutto rispetto e perciò decisiva per l'esito delle consultazioni.
Sia perché le reazioni espresse dagli elettori di entrambi i poli appaiono per lo
più positive. Con un qualche maggiore entusiasmo, come si è visto, tra i votanti per il centrodestra.


 



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