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"No ai referendum in giugno"
I Radicali dal ministro dell’Interno: grave favorire l´astensionismo. "Garanzie sulle firme per le regionali"

Richiesta a Pisanu. Berlusconi: dirò dopo come ho votato

• da La Repubblica del 15 febbraio 2005, pag. 20

di Giovanna Casadio

ROMA - Non è un impegno, ma un segnale. Quando il premier Berlusconi alla fine della giornata dichiara dallo studio tv di "Conferenza stampa" che andrà a votare sui referendum contro la legge sulla fecondazione assistita, per i radicali è l´attesa presa di posizione «anti astensionismo». Marco Pannella, incontrando il presidente del Consiglio a Palazzo Grazioli in mattinata per parlare di alleanze elettorali, gli aveva ripetuto la sua richiesta: «La data dei referendum va fissata prima di giugno». «Al referendum entro maggio», ha insistito la delegazione radicale guidata da Daniele Capezzone parlando con il ministro dell´Interno, Beppe Pisanu al Viminale. Al quale ha anche chieste garanzie sulle firme per le regionali.

Precisa quindi Berlusconi: «Non dico ora come voterò al referendum, lo dirò successivamente, perché su un tema come questo si deve lasciare libertà di coscienza». Non è ancora decisione sulla data, ma appunto un passo contro il fronte vasto degli astensionisti che si è andato ampliando dopo l´appello del cardinale Ruini all´assemblea dei vescovi. Pisanu assicura che per lui, cattolico e responsabile del Viminale, andare a votare per i referendum è un dovere. La data resta un elemento decisivo: «Se strappiamo una domenica di maggio, il 15, il 22 e al limite anche il 29, sarà un successo per tutto il paese - dice Capezzone a Pisanu - diversamente è un atto di ostilità e una provocazione, non solo contro noi radicali». Tutto il comitato per il referendum, che sta organizzando la battaglia delle prossime settimane, chiede il voto al più presto.

Il primo avversario da battere per i referendari è proprio l´astensionismo. All´appello "bipartisan" per l´astensionismo pubblicato sul quotidiano cattolico Avvenire, i referendari rispondono con un controappello per battere l´astensionismo, anche questo "bipartisan". Si voti, si voti "sì" ma soprattutto non si faccia mancare il quorum. A sottoscriverlo sono i parlamentari dei Ds Lanfranco Turci, Katia Zanotti, Leopoldo Di Girolamo e Vittoria Franco, della Margherita Cinzia Dato e Pierluigi Mantini, per il Prc Tiziana Valpiana, Loredana De Petris e Anna Donati dei Verdi, Maura Cossutta del Pdci, Chiara Moroni (Psi), Antonio del Pennino (Pri). Dicono di volere replicare a chi ha invitato i cittadini a astenersi sui referendum. «Riteniamo paradossale che parlamentari sui quali ricade la responsabilità di aver fatto passare una brutta legge, che nega diritti fondamentali, oggi si adoperino per impedire ai cittadini e agli elettori di esercitare il diritto costituzionale di abrogare le parti più crudeli di quella legge: quelle che ledono il diritto alla salute e al benessere delle donne e delle coppie, che vietano la fecondazione assistita alle coppie con malattie ereditarie, che impediscono la ricerca scientifica sulle cellule staminali».

La data dei referendum potrebbe essere decisa già nel prossimo consiglio dei ministri. Intanto i referendari stanno organizzando la mobilitazione, coinvolgendo - elenca la ds Barbara Pollastrini - scienziati, intellettuali, giuristi. A Bologna poi in consiglio comunale il centrosinistra si divide: la Margherita non partecipa al voto di un ordine del giorno sulla procreazione.



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