Il fatto mi addolora molto, ma il Senatore D’Amico aggiunge ora ad una precisa e innegata bugia, un tentativo di falsificazione complessiva e politica, di una sorta di zelante millanteria nella quale mi auguro egli non voglia insistere, preferisco tutt’ora ringraziarlo e dargli atto del suo libero intervento che portò all’appello alla Gad (alla Gad, ripeto, e non a noi) perché accogliesse subito nella sua limpidità e anche nei suoi limiti la nostra richiesta di “ospitalità”, subito e sempre rivolta alle due componenti partitiche titolari l’una e l’altra del diritto di concederla.
Mi chiedo quale Unione mai si stia costruendo sull’odierna scelta di politica, non solamente internazionale, fatta oggi in occasione del dibattito parlamentare sul mantenimento delle funzioni di pace assunte dal nostro Paese e da una operazione di inaudito servigio a quel potere vaticano, antiliberale, antilaico, anticoscienza religiosa che ha costituito il cemento del “fronte del no ai Radicali” che sembrerebbe unire il massimo vertice dell’unione alle forze più illiberali della Cdl come di già, d’altra parte, nel 1994.