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Pannella a D’Amico per Romano Prodi

Roma, 15 febbraio 2005

• Dichiarazione di Marco Pannella

Il fatto mi addolora molto, ma il Senatore D’Amico aggiunge ora ad una precisa e innegata bugia, un tentativo di falsificazione complessiva e politica, di una sorta di zelante millanteria nella quale mi auguro egli non voglia insistere, preferisco tutt’ora ringraziarlo e dargli atto del suo libero intervento che portò all’appello alla Gad (alla Gad, ripeto, e non a noi) perché accogliesse subito nella sua limpidità e anche nei suoi limiti la nostra richiesta di “ospitalità”, subito e sempre rivolta alle due componenti partitiche titolari l’una e l’altra del diritto di concederla.

Mi chiedo quale Unione mai si stia costruendo sull’odierna scelta di politica, non solamente internazionale, fatta oggi in occasione del dibattito parlamentare sul mantenimento delle funzioni di pace assunte dal nostro Paese e da una operazione di inaudito servigio a quel potere vaticano, antiliberale, antilaico, anticoscienza religiosa che ha costituito il cemento del “fronte del no ai Radicali” che sembrerebbe unire il massimo vertice dell’unione alle forze più illiberali della Cdl come di già, d’altra parte, nel 1994.


NOTE


Da un lancio dell'agenzia AGI letto a Radio Radicale sulle dichiarazioni di Natale D'Amico:

- Roma, 15 feb - "La vicenda relativa ai radicali rischia di apparire confusa. E' invece di una limpidezza assoluta. Ilcentrosinistra - spiega D'Amico - ha detto pubblicamente si'alla richiesta di ospitalita' dei radicali, in nome di unacomune battaglia sulla condizione della democrazia in Italia, apartire dal diritto all'informazione. I radicali ritengono didover esaminare possibilita' di accordi con il centrodestra. E'nostra opinione che non sia ragionevole condurre in Italiabattaglie per la democrazia e la liberta' d'informazionealleandosi con il monopolista dell'informazione televisiva. Se,come noi ci auguriamo, i radicali giungeranno a prendere attodella irragionevolezza di un loro accordo con Berlusconi,allora potranno essere verificate in concreto le ipotesi diaccordo con il centrosinistra. Non e' invece praticabileun'asta per assicurarsi l'appoggio dei radicali. Sicuramente,noi non parteciperemo a quell'asta". "In questo contesto -aggiunge D'Amico - va inserita la questione relativa aglieventuali collegi elettorali per le elezioni politiche, sullaquale insiste con malgarbo Capezzone. E' stato rappresentato airadicali come il centrosinistra, nel caso si giungesse a unaccordo di ospitalita' per le regionali, lavorerebbe per farsi' che il tutto evolvesse verso un piu' compiuto accordo perle prossime elezioni politiche". "Al determinarsi di un chiaroaccordo per il governo del paese, i radicali - conclude D'Amico - riceverebbero nel centrosinistra,come e' ovvio, il medesimo trattamento riservato a formazionipolitiche che rappresentano un consenso elettorale simile alloro".


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