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mer 10 giu. 2026
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Il colloquio di oggi fra Berlusconi e Pannella
Lungo colloquio stamane tra Silvio Berlusconi e Marco Pannella, a Palazzo Grazioli. Valutazioni su risultati di ordine democratico e civile comunque di già acquisiti, quali che saranno i risultati finali dell’iniziativa radicale.

Roma, 16 febbraio 2005

Stamane a Palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi e Marco Pannella hanno avuto un lungo colloquio proseguendo nell’approfondimento dell’analisi della situazione politica in relazione all’accoglimento (e alle sue eventuali forme) dell’iniziativa radicale volta a consentire all’elettorato italiano di giudicare anche Liste elettorali radicali in tutto il paese, attraverso l’ospitalità ad esse eventualmente accordata dalla Casa della Libertà.


Il colloquio è stato molto positivo, consentendo a ciascuno di meglio valutare difficoltà e ostacoli che si frappongono e devono essere superati per una intesa elettorale che consenta appieno questo obiettivo di allargamento delle possibilità democratiche e costituzionali per tutti gli elettori italiani.

Difficoltà ed ostacoli sono molti e seri, e occorre ben valutarli onde assicurarsi che non si aggravi nel paese una situazione politica densa di ambiguità e di non celate, persistenti ostilità trasversali a qualsiasi forma di presenza radicale nella vita del paese.

Marco Pannella ha constatato nuovamente, da parte di Silvio Berlusconi, un atteggiamento di assoluto rispetto della decisione dei radicali di rivolgere ad entrambi i Poli una proposta costruttiva, limpida e leale. E’ doveroso ed urgente dargliene pienamente atto.

Quali che saranno le conclusioni alle quali si giungerà, con quale accordo che sia, o in sua mancanza, il dialogo in tal modo riapertosi fra la Casa della Libertà ed il suo leader ed il movimento radicale, non può non essere comunque considerato come elemento di maggiore chiarezza e di potenzialità democratica della politica italiana.


Il movimento radicale coglie questa occasione per ribadire la sua allarmata valutazione del persistente rifiuto da parte della Gad-Unione di accettare quel dialogo che quotidianamente i radicali richiedono, certi di interpretare in tal modo anche i sentimenti assolutamente prevalenti anche nella stragrande maggioranza dei suoi simpatizzanti, militanti ed elettori. Chiederemmo al suo leader di rinunciare a diktat di stampo intollerante, se non autoritario, anche se egli dovesse, per ragioni appartenenti a tanta parte della sua storia, considerare il movimento radicale come ramoscello insignificante nella purtroppo rigogliosa giungla partitocratrica italiana.


Preghiera vivissima a stampa e osservatori
di non prestare in modo quanto meno prematuro caratteri conclusivi e conclusivamente positivi, allo stato del dialogo in corso, e perfino a quello vietato sin qui con un divieto che i radicali tornano con il massimo di energia e di limpidità a subire, tornando anche in questo momento a richiedere alla Gad-Unione immediato nuovo comportamento, in sintonia con quanto dal suo popolo e da tanti suoi esponenti viene auspicato.



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