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Continua la spola tra i poli
I radicali continuano a bussare ai Poli

• da L'Unità del 17 febbraio 2005, pag. 1/9

ROMA - Continua su binari paralleli la trattativa dei Radicali con la Cdl e l'Unione. Marco Pannella ieri in mattinata ha visto Silvia Berlusconi a palazzo Grazioli; nel pomeriggio Daniele Capezzone è andato a via Nazionale per un incontro con il leader della Quercia Piero Fassino. E tutti e due i colloqui, a via di Torre Argentina, sono stati valutati con molto favore. «È stato un incontro molto positivo, ma questo non vuol dire che sarà positivo anche l'esito della vicenda», fa sapere Pannella al termine dell'incontro con il premier.

 

Incontro durante il quale sarebbe stata affrontata, tra l'altro, la questione della data del referendum contro la legge sulla procreazione medicalmente assistita. I Radicali hanno ripetutamente fatto sapere che per loro è fondamentale che il voto si svolga a maggio, ma il problema sono le amministrative e le regionali in Sardegna che si dovrebbero tenere proprio in quel periodo e che farebbero slittare il referendum a giugno. Ma, per Capezzone, «quella della sovrapposizione con le amministrative è una scusa che non accettiamo».

 

Altro argomento sul tavolo è la questione degli alleati di Forza Italia che continuano a non vedere di buon occhio l'accordo con i Radicali. «Il problema - sottolinea ancora Capezzone - non è solo relativo all'oggi, ma anche ai prossimi due mesi di campagna elettorale». Come a dire che un accordo con la Cdl dovrebbe comportare una sorta di patto di non belligeranza durante la campagna sul referendum sulla legge 40.

 

Sta di fatto che i Radicali apprezzano lo sforzo di Berlusconi e la moral suasion che rivolge a chi nella Cdl è dubbioso sull'intesa. Comunque vada a finire la trattativa, per il partito di Pannella «il dialogo riapertosi fra la Casa della Libertà ed il suo leader ed il movimento radicale, non può non essere comunque considerato come elemento di maggiore chiarezza e di potenzialità democratica della politica italiana». C'è la consapevolezza, d'altro canto, delle difficoltà del lavoro del premier. È lo stesso Berlusconi a sottolineare che, si «l'incontro con Pannella è andato bene, ma bisogna superare le resistenze degli alleati». Per by-passare queste resistenze, sarebbe stata messa in campo dagli azzurri l'idea di una sorta di federazione dei Radicali con Forza Italia di cui potrebbero diventare una specie di appendice. L'ipotesi potrebbe forse essere accolta dagli alleati, ma sarebbe probabilmente difficile da accettare per Pannella e i suoi. Ieri Berlusconi prima ha partecipato all'assemblea dei senatori della Casa delle libertà e poi ha presieduto una riunione, a Palazzo Chigi, con i capigruppo. All'ordine del giorno era il programma dei lavori parlamentari fino alla fine della legislatura, in attesa del vertice di maggioranza, annunciato dal ministro Calderoli per la prossima settimana con l'obiettivo di chiudere sulle regionali. «Non possiamo tirarci indietro» ha ribadito stasera il premier ai senatori della coalizione nel ricordare come l'impostazione dei radicali sia assolutamente compatibile con quella della Cdl. Il presidente del Consiglio sarebbe comunque determinato a non lasciare i Radicali all'Unione. Anche nel centrosinistra qualcosa si muove sul tema del dialogo con i Radicali. Il leader dei Ds Piero Fassino ha visto Daniele Capezzone a via Nazionale. Un incontro che ne potrebbe preludere ad altri con il segretario del partito di Pannella che conferma di «sperare» che il confronto non sia finito qui. Pannella riferisce, tra l'altro, che nel pomeriggio di ieri ci sarebbero stati anche alcuni colloqui telefonici tra lui, Emma Bonino, Fassino e Massimo D'Alema. «Finalmente - dice il leader dei Radicali - c'è stato da parte dell'Unione un manifesto tentativo di aprire un dialogo che noi abbiamo sollecitato tutti i giorni». L'incontro con i Ds è stato valutato comunque molto positivamente al quartier generale dei Radicali a via di Torre Argentina tanto più che, come Pannella ha già fatto sapere da tempo, la base radicale sarebbe più propensa a un accordo con il centrosinistra. «Se il centrosinistra voleva chiudere - ragiona un dirigente radicale - poteva farlo in maniera indolore utilizzando la copertura del fatto che noi stiamo trattando anche con quello la», con Berlusconi, ma se questa tecnica ora è venuta meno e se l'hanno fatto con un grosso rischio di esposizione vuol dire che c'è una volontà seria di riaprire il dialogo. È un segnale concreto che sblocca una situazione di non dialogo». Insomma, a più di un mese dalla richiesta di ospitalità a Cdl e Unione avanzata il 9 gennaio da Pannella, i Radicali continuano a guardare, allo stesso tempo, sia al centrodestra che al centrosinistra. E nessuno dei due poli sembra essere in vantaggio sull’altro. Buone possibilità anche per un nulla di fatto. Se l’intesa non dovesse venire, i Radicali, che ancora non hanno iniziato a raccogliere le firme per le regionali, continuano a non escludere anche l'opzione zero: una totale autoesclusione dalla competizione elettorale.

 

 



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