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Pannella negozia, Bonino per l'Unione

• da Il Manifesto del 18 febbraio 2005, pag. 9

Tanto Piero Fassino che Massimo D'Alema hanno dispiegato tutta la loro capacità negoziale. Ma l'accordo tra i radicali e l'Unione ancora «non si può dare per fatto». Il leader Ds mercoledì ha parlato il segretario radicale Daniele Capezzone. li presidente della Quercia ha invece tentato di intercedere con Marco Pannella e Emma Bonino. Tanto da far ipotizzare un buon esito dell'intesa per aggregare anche il simbolo dei Radicali nella coalizione di centrosinistr alle prossime regionali.


Ma oggi la delegazione azzurra, composta da Fabrizio Cicchitto e Mario Valducci, che da giorni sta trattando a nome del premier, ha varcato nuovamente la soglia del quartier generale radicale di via di Torre Argentina, riaprendo nuovamente il valzer. La partita, del resto, è più che altro interna al movimento radicale. Giacinto Pannella, detto Marco, non viene meno al suo spirito mercantile. La questione «materiale posta dal leader radicale, è infatti di quelle solo Berlusconi ha le risorse per soddisfare. Di contro il leader azzurro propone ai radicali un'ospitalità nelle liste azzurre difficilmente digeribile per l'orgoglio della storia radicale. Tanto è vero che Emma Bonino - e con lei Capezzone - sarebbe per questo più orientata a un’ alleanza che consenta visibilità nell'Unione anche per il logo della tradizione radicale. Del resto, diversi esponenti del movimento hanno già reso noto di non essere disponibili a fare da decorazione alle liste forziste. Berlusconi, che pure tiene molto all'accordo con Pannella, ha inoltre problemi con gli alleati. Su questo fronte scende in campo Claudio Scajola, plenipotenziario dell'organizzazione azzurra che finora non si era espresso sulla vicenda, per dire che l'intesa va fatta e che vanno abbandonate le «chiusure immotivate», perché in fondo sono più le cose che «uniscono» di quelle che dividono il centrodestra dai Radicali. Ma il veto di Lega e Udc resta inalterato.



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