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Clonazione, Onu. Cappato e Perduca: “adottata dichiarazione proibizionista con voto 71 a 35 e 43 astensioni”

Roma, 19 febbraio 2005

Il 18 febbrario, a seguito di una settimana di riunioni di un gruppo di lavoro di esperti, la Commissione affari legali dell'Assemblea Generale delle Nazioni unite ha adottato il testo di una

dichiarazione politica sulla "clonazione umana". Il documento, presentato formalmente dall'Honduras con una forzatura procedurale, era conosciuto fino a pochi minuti prima come compromesso della Presidenza.

 

71 sono stati i voti a favore, 35 i contrari e 43 le astensioni. Adottato anche uno dei tre emendamenti presentati dal Belgio che inseriscono un riferimento alla Dichiarazione universale sul genoma umano.

 

Dichiarazione di Marco Cappato, Segretaro dell'Associazione Luca Coscioni e Marco Perduca, Rappresentante all'ONU del Partito Radicale Transnazionale:

 

"Su insistenza del fronte proibizionista si è ritenuto inopportuno separare nettamente la clonazione

riproduttiva da quella terapeutica volendo imporre una visione della scienza subordinata ai diktat della Chiesa cattolica, mai tanto presente e attiva alle Nazioni unite come in questa circostanza.

 

Il voto finale sulla dichiarazione politica, che, occorre ricordarlo non contiene il mandato per la negoziazione di una Convenzione contro la "clonazione umana", rappresenta chiaramente la netta divisione che esiste tra gli Stati che consentono, tramite regole scritte, la clonazione terapeutica, come il Belgio, il Regno unito, il Giappone e la Corea del sud, e quelli che ritengono di dover proibire il progresso della scienza negando la possibilità della ricerca di cure per milioni di malati.

 

E' evidente che una dichiarazione che viene adottata da neanche il 50% dei 191 Stati membri dell'ONU, ne' dalla maggioranza dei presenti in aula, è totalmente priva di qualsiasi autorevolezza e marca solamente una posizione ideologica dettata da credo religiosi - prova ne è l'astensione in blocco dei paesi islamici - invece che dalla necessità di "proteggere la vita umana" come si legge nel testo.

 

Vogliamo sottolineare, a ringraziare, la leadership del cattolico regno del Belgio nonché la fermezza di inglesi, giapponesi, sud-coreani e olandesi, senza i quali i negoziati avrebbero probabilmente, portato a compromessi confusi. Malgrado la "sconfitta" tutti questi paesi hanno riaffermato il proprio sostegno in favore della ricerca sulle cellule staminali".

 

Nei giorni scorsi l'Associazione Coscioni e il PRT avevano scritto a tutti gli ambasciatori all'ONU

invitandoli a votare contro la dichiarazione sostenendo che un cattivo compromesso sarebbe stato molto peggiore che nessun accordo.

 



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