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Capezzone: ma i credenti non la pensano così

• da Corriere della Sera del 20 febbraio 2005, pag. 11

di Livia Michilli

 

ROMA - Oltre 100 personalità del mondo culturale, scientifico e politico hanno costituito un Comitato a favore dell’astensione. Insomma, Capezzone, cresce il fronte di chi vuol far fallire i referendum sulla fecondazione assistita. «A questi amici vorrei inviare alcuni doni come augurio di buon lavoro. Manderò loro gli esiti dei referendum passati sulle questioni di coscienza e poi una recente ricerca dell’Eurispes da cui emerge che il 70% della popolazione è favorevole ai quesiti, percentuale confermata anche tra i credenti».

 

Vuol dire che i cattolici non seguiranno le indicazioni della Chiesa?

«Il teologo Pietro Prini, nel suo libro "Lo scisma sommerso" che è il mio terzo dono ai membri del comitato, racconta che sui temi inerenti le libertà personali i credenti si comportano in modo opposto ai dettami d’Oltretevere. Quando si parla di Chiesa si intendono sempre le gerarchie vaticane, ma la Chiesa è anche la comunità dei credenti, il sensus fidelium che parla di un popolo cattolico liberale capace di distinguere tra legge morale e legge giuridica, tra peccato e reato. Sono grato al Corriere che ha dato voce ai cattolici del sì, persone diverse tra loro come don Verzé e dom Franzoni, che sono maggioritarie rispetto alla comunità dei fedeli ma ferocemente marginalizzate».

 

Questo comitato risponde alle sollecitazioni del presidente della Cei Camillo Ruini. Le sembra un’ingerenza?

«Ciascuno faccia quel che ritiene di fare. Mi auguro, però, che non si tenti a ogni costo di chiudere un dibattito che fa solo bene al Paese, perché non è vero che esiste una lacerazione tra laici e cattolici».

 

Le posizioni del Vaticano in passato come hanno influenzato le battaglie sulle libertà personali?

«I numeri parlano chiaro. Nel 1974 il 59% votò contro l’abrogazione della legge sul divorzio, nel 1980 con l’aborto finì addirittura 80 a 20. Sarà così anche questa volta, prevedo un 70 a 30. Il fatto è che tanto più le gerarchie vaticane si accorgono che il popolo dei credenti va in direzione diversa da quella da loro indicata, tanto più si irrigidiscono e cercano di imporre certi comportamenti, anche attraverso l’occupazione dei media. Ma in Italia i credenti hanno sempre votato dalla parte delle libertà perché hanno sempre saputo distinguere tra le opinioni personali e la necessaria laicità delle leggi dello Stato».

 

Silvio Berlusconi ha detto che i rapporti con la Santa Sede sono eccellenti. Teme che possa cedere alle pressioni del Vaticano e fissare a giugno la data del referendum?

«Il premier ha smentito che la data sia già stata decisa e io mi attengo alle sue dichiarazioni. Sono lieto che abbia detto che comunicherà il suo voto solo dopo essersi recato alle urne, perché questo mi autorizza a pensare che non si asterrà. Anche Prodi ha detto che andrà a votare e ne sono ugualmente lieto».

 



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