Con un indimenticabile “crescendo” (poco wagneriano, per la verità ), un Antonio Socci già lanciato verso l’EMP (Estasi Mistica Permanente) chiuse un suo programma ululando: “Perché? Perché? Perché? Perché? Perché?”. Ecco, pur senza un simile trasporto, e per ragioni assai diverse, credo che tanti elettori della Cdl si stiano ponendo lo stesso interrogativo a proposito delle vicende della coalizione di maggioranza.
Qualcuno può essere così gentile da spiegare per quali ragioni politiche Fini e Follini minacciarono la crisi in estate, e poi la crisi non la fecero più? Oppure per quali ragioni politiche Giulio Tremonti uscì dal Governo, salvo essere issato poco dopo alla vicepresidenza di Forza Italia? Oppure per quali ragioni politiche verrà votata al “Berlusconi-due” quella fiducia che pareva negata al “Berlusconi-uno”? Insomma, al netto delle dispute su Rai, Authority e ministeri pesanti (quelle sì, si vedono e si capiscono benissimo), quali sono i temi politici (gli argomenti concreti, le riforme) su cui si svolge la discussione, sempre ammesso che una discussione politica ci sia?
Parliamoci chiaro: Silvio Berlusconi è un leader in straordinaria difficoltà , ben testimoniata dal repentino passaggio di tanti alla comoda sponda del “codardo oltraggio”. E, davvero, lo sport del “calcio dell’asino” resta tra i più praticati in questo paese: una ragione di più per esprimere al Premier simpatia personale, se non altro.
Per la verità , però, a me pare che in questi anni la Cdl abbia fatto di tutto per mettersi in minoranza. Esempi?
- I suoi elettori chiedevano una riforma istituzionale che riducesse il peso e il ricatto dei vecchi partiti? Niente: si preferisce il proporzionale, e ci si intestardisce su quella devolution che è (legittimamente, per carità !) il cavallo di battaglia della Lega, ma è a mala pena condivisa dal 15-20% degli elettori di due o tre Regioni…
- I suoi elettori chiedevano una modernizzazione economica del paese? Niente, si manda in tv un Tremonti sempre più somigliante a Bertinotti (ma -un filo- meno elegante, e -più di un filo- meno simpatico), che si scaglia contro il “mercatismo mondialista”, mentre -contemporaneamente- si fanno ingrassare i forestali calabresi, e si accusano della crisi dell’Alitalia (nientemeno!) le compagnie aeree a basso costo. Roba da pazzi.
- I suoi elettori chiedevano una riforma della giustizia che tagliasse davvero le unghie al partito dei PM? Niente. Leggine a go-go per familiari e famigli, ma nessuna separazione delle carriere, nessuna responsabilità civile dei giudici, e così via.
- I suoi elettori sono (in larghissima misura) laico-riformisti, tolleranti, liberali? Niente. Parte una crociata, con alla testa -nuovi Goffredo di Buglione- i Sirchia, i Giovanardi e i Volontè, contro divorzio, aborto, libertà di cura e ricerca, fecondazione assistita.
Ora, operare in questo modo significa matematicamente mettersi in minoranza, chiunque siano i tuoi oppositori. Anzi, significa attirare su di sé così tanta disillusione, da consentire a quegli altri di passarla liscia, facendo dimenticare a tutti che, dall’altra parte, non c’è mica Tony Blair, ma pur sempre Pecoraro, Mastella, Marco Rizzo e Rosy Bindi…
E se a questo aggiungiamo che i candidati dell’Unione già sono insediati al Governo dell’80% delle Regioni, del 70% delle Province e del 65% dei Comuni, e cioè hanno già un ferreo “controllo del territorio”, non mi pare che vi siano dubbi su come rischino di finire le prossime elezioni politiche…
La mia sensazione, dinanzi a tutto questo, è di sconforto rispetto alla scarsa reattività politica della maggioranza. Forza Italia (delle due l’una) o è immobile o è inesistente (più probabile la seconda). La Lega, com’è fatale, sarà indotta a irrigidirsi e a chiudersi nella “ridotta” della devolution. AN, tranne eccezioni, è anch’essa dormiente: e, se per caso si sveglierà , partirà per qualche altra crociata, sulla droga o non so su cos’altro. Insomma, catalessi piena. E -quel che è peggio- le uniche due cose in frenetico movimento sono ancora più devastanti. Da una parte, le manovre dei centristi, al Centro-Nord per consolidare un matrimonio d’interessi con spezzoni di poteri forti (tutta roba anch’essa ontologicamente antiriformatrice), e al Centro-Sud (specie in Sicilia) per -letteralmente- accattare di tutto (e fossi in Casini e Follini, starei molto attento, perché la magistratura, perfino la magistratura che ben conosciamo, non potrà troppo a lungo stare a guardare…). E dall’altra, sotto gli auspici di Giuliano Ferrara (a proposito: il cardinale Sodano lo ha battuto di nuovo nella corsa alla Segreteria di Stato Vaticana…), una vaga nebulosa di ratzingeriani più o meno alla vaccinara, i quali non hanno ancora compreso che, con il nuovo pontificato, non solo non ci sarà trippa (liberale) per gatti sul fronte dei diritti civili, ma neanche sul fronte della “politica estera” (dove Ratzinger, sulla guerra e sul resto, è saldamente sulle posizioni di Woytjla). Anzi, quanto più si loro illudono di usare il Vaticano su questo fronte, tanto più ne saranno invece usati sull’altro: insomma, pochissima merce neocon (che servirebbe), e molta sbobba buttiglioniana (che serve molto meno).
Dinanzi a tutto questo, i liberali, i laici, i riformatori che -finora- hanno scommesso sulla Cdl che faranno? Passeranno armi e bagagli all’Unione per rimediare uno straccio di collegio, o invece -rimanendo dove sono- accetteranno di munirsi di turibolo? Continuo a sperare che ci sia una terza possibilità , più coerente con le speranze del “popolo del 1994”. Affare da seguire, non c’è dubbio.