Antologia delle dichiarazioni rese oggi dal bi-vicepresidente (del Consiglio e di Forza Italia). Numero uno: la crociata contro il "mercatismo mondialista" della sinistra. Numero due: attacchi al "globalismo". Numero tre: meglio Vendola della "trimurti" Prodi-Fassino-D'Alema.
Ma a queste "new entries" occorre aggiungere gli "evergreen" del repertorio tremontiano. Numero uno: "No a Bruxelles come Washington". Numero due: "Sì a dazi e protezioni". Numero tre: difesa delle corporazioni e delle loro rendite a base di "professional day". Numero quattro (per la verità, in condominio con altri autorevoli membri della sua coalizione): attacchi alle compagnie aeree low-cost per la crisi dell'Alitalia.
Dinanzi a tutto questo (una originale, interessante, personalissima "summa" a-liberale o anti-liberale), mi permetto di formulare una riflessione e una proposta.
La riflessione è che siamo dinanzi a un personaggio che (lo ripeto: da sponde non liberali) ha indubbiamente una sua potente visione, un suo progetto, e può davvero ambire alla leadership di uno schieramento politico.
La proposta è che, dinanzi a tutto questo ben di Dio, Fausto Bertinotti gli offra da subito la tessera d'onore di Rifondazione.