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Viva l'eugenetica!

19 maggio 2005

di Antonio Tombolini

Uno degli effetti più devastanti (tanto più devastanti quanto meno appariscenti) dell'imporsi del male consiste nel sequestrare a sé parole, termini, pezzi di linguaggio, trasformandoli in tabù che i benpensanti scanseranno automaticamente e con sussiego, senza pensarci, convinti così, schifando quelle parole, di farsi immuni dal male che le ha sequestrate.


Vi sembra un ragionamento troppo oscuro? Un esempio illuminerà d'un tratto, ne sono certo, quel che intendo dire: eugenetica.

Così come non può più darsi un liberismo che non sia anche e forzatamente selvaggio, non c'è scampo: non può darsi eugenetica che non sia (anche e ancor più se in maniera sottintesa) nazista.


La forza dei tabù linguistici consolidati è tale, che chi per avventura si sente attaccato per aver infranto il tabù non trova di meglio che provare a negare, difendersi, tentare una giustificazione.


E' quel che accade a molti, a troppi di noi che in questi giorni e in queste settimane ci stiamo spendendo in vista dei prossimi referendum. Il divieto di diagnosi embrionale preimpianto è francamente insostenibile: eppure, basta lanciare contro chi lo contesta l'accusa di eugenetica (solo quel poco furbo di Giovanardi sente il bisogno di esplicitare nazista) per invertire i ruoli: a difenderci da un'accusa infamante e imbarazzante tocca a noi.


Non può e non deve andare avanti così. Ogni vera lotta di liberazione o è anche una lotta per la liberazione del linguaggio (che attinge alla profondità del nostro essere e lo modifica in maniera duratura) o non è. E in questa battaglia, uno degli obiettivi, a mio avviso, e non dei più trascurabili, è anche quello della liberazione dell'eugenetica dal sequestro e dal ricatto impostole dai tempi del nazismo.


Consentire, come la scienza rende oggi possibile, attraverso un mezzo assolutamente lecito come la diagnosi preimpianto, che a nascere sia una persona sana, non affetta da una grave malattia, è eugenetica? Bene: siamo per l'eugenetica, siamo per questa eugenetica.

Siamo – liberiamo un altro pezzo di linguaggio sequestrato - per il miglioramento della specie, perché no? O dovremmo forse militare sul fronte opposto, quello del “peggioramento” della specie? Non potremmo mai: troppo amiamo la vita, e amiamo l'uomo.



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