Donne e malati italiani trattati come donne e malati vaticani? Insisto: le istituzioni intervengano a difesa della libertĂ e della dignitĂ della Repubblica.
Puntuale e prevedibile, dopo il proclama di Ruini, è giunto quello del Papa in persona.
Siamo dinanzi ad un'offensiva senza precedenti, che punta a mettere la democrazia italiani sotto tutela vaticana.
Insisto: non è in discussione la libertà d'opinione degli ecclesiastici: il punto -invece- è che non può essere ammesso che le gerarchie in quanto tali si mettano a fare campagna elettorale interferendo con il voto di un paese (che dovrebbe essere) sovrano.
Spero che le istituzioni intervengano a difesa della libertà e della dignità della Repubblica, e che il Capo dello Stato faccia quello che farebbero tutti i leader di tutte le democrazie avanzate, e cioè ricordare alle gerarchie che la laicità dello Stato rappresenta la miglior difesa anche per la libertà religiosa.
A meno di accettare che le donne e i malati italiani debbano essere definitivamente considerati donne e malati vaticani.