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Diritto di parola a singhiozzo, il vizio dei clericali laici

• da Libero del 31 maggio 2005, pag. 7

di Renato Farina

Di una cosa non riesco a capacitarmi: perché papa Ratzinger no e invece papa Bonolis sì? Tra l’altro il primo papa ci costa pure meno, a noi che paghiamo il canone. Alludo ad una curiosa lacuna logica nel pensiero dei radicali e degli anticlericali. E’ una specie di liberalismo con un tic nervoso. Dichiarano che nemica della democrazia è solo l’indifferenza. Darebbero la vita contro l’oscuramento di un’opinione qualunque essa sia. Meno una: quella di un signore candido e sorridente, il quale però sta in Vaticano. Che malattia ha Ratzinger per doverlo confinare in un lazzaretto? Non sarà un po’ razzismo religioso?

 

Ieri è accaduto questo fatto molto semplice per gli umani. Benedetto XVI e il presidente dei vescovi italiani Ruini si sono espressi sul referendum e su ciò che i quesiti implicano per la morale e il destino della nostra specie. Che curiosa idea di religione è quella per cui essa si deve occupare di angeli sopra le nuvole e di offerte sotto l’altare. Se non riguarda le questioni centrali della vita, Cristo avrebbe potuto risparmiarsi tutta ‘sta fatica.

 

I vescovi propongono, i fedeli e gli infedeli dispongono. Un ateo si convince. Un cristiano dissente. Sono cinquecento anni che i protestanti dissentono dai Papi. Una volta c’era l’inquisizione. Adesso i papi finiscono sotto l’inquisizione di chi nega loro il diritto di parlare su quel che esula gli attrezzi da sacrestia. C’è da imparare da tutti salvo che dai preti, per questi strani liberali alla Pannella e alla Fassino? Ritengono il popolo italiano così bue da obbedire senza applicare raziocinino?

 

Noi riteniamo che la libertà non abbia deroghe, non ci siano esimenti al diritto di espressione, neanche in nome del principio della divisione tra ordine sacro e profano, con libera Chiesa in libero Stato. Libera di adoperare l’acqua santa ma non la testa? Sarebbe una ben curiosa libertà quella che comporta la rinuncia al giudizio sulle uniche cose importanti sulla scena del mondo, come la vita e la morte, i diritti e i doveri incoercibili.

 

Poche ore dopo l’intervento di Benedetto XVI, ritrasmessa da varie emittenti, Paolo Bonolis ha intervistato il professor Umberto Veronesi sulla fecondazione. Per intenderci: Veronesi è il testimonial più importante insieme a Sabrina Ferilli per i 4 SI’.  Ce ne rallegriamo tutti. Più roba c’è per giudicare, come cittadino, sono contento. Viva le interferenze ecclesiastiche ed anche nel campo dei pacchi.

 

La libertà di pensiero e di parola, nella nostra idea un po’ retrò, è concessa a chi come Bonolis è specialista in scatole premio, ma forse anche a chi porta la talare. A parte il fatto che se fosse negata a quest’ultima categoria sarei privato delle prediche e delle telefonate pastorali di monsignor Capezzone e di cardinal Pannella, cui tengo molto.   


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