Alla cortese e urgente attenzione
del Ministro degli Interni
On. Giuseppe Pisanu
Gentile Ministro,
Le manifestiamo tutto il nostro dispiacere per la mancata risposta alle lettere che assieme alla consigliera comunale Ileana Argentin e a Luca Coscioni Le abbiamo scritto in questa campagna elettorale referendaria per sollevare il problema del diritto di voto dei disabili “intrasportabili”, cioè quegli invalidi così gravi da non potersi muovere per recarsi al seggio elettorale. Si tratta di persone immobilizzate nei letti delle loro case che hanno bisogno di apparecchiature come respiratori e flebo per poter sopravvivere; persone che, pur avendo pienezza intellettiva, sono prigioniere nei loro corpi, definiti “di pietra” dal Presidente di Radicali Italiani Luca Coscioni.
Ciò che ci ha feriti maggiormente è stata soprattutto l’indifferenza con la quale Lei ha ritenuto di trattare la nostra istanza che – oltre ai principi costituzionali - risponde pienamente a quanto previsto dalla Legge-quadro “per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” (n. 104 del 1992) quando all’art. 1 afferma che la Repubblica “a) garantisce il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona handicappata e ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società; b) previene e rimuove le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona umana, il raggiungimento della massima autonomia possibile e la partecipazione della persona handicappata alla vita della collettività, nonché la realizzazione dei diritti civili, politici e patrimoniali.”
Ecco, noi riteniamo che le istituzioni della nostra Repubblica, in primo luogo il Ministero degli Interni, nulla abbiano fatto per rimuovere le condizioni invalidanti che hanno, anche in questa occasione, impedito ai centomila handicappati intrasportabili di esercitare i loro diritti civili e politici. E’ troppo difficile realizzare questo atto di giustizia? Non lo crediamo, se vero come è vero che perfino nelle recenti elezioni della malconcia Ucraina sono stati allestiti seggi volanti per gli infermi come quelli già previsti nelle case di cura e negli ospedali per i degenti che non si possono muovere dal loro letto. Si tratterebbe, peraltro, di piccoli numeri per ogni sezione elettorale, se consideriamo che le sezioni sono circa 65.000 e i disabili nelle condizioni descritte circa centomila in tutta Italia.
Infine, sappia, Signor Ministro, che lo scopo ultimo di questa ennesima missiva, non è e non vuole essere solo una protesta, ma una proposta che possa riguardare tutte le prossime scadenze elettorali: per far vivere la legge e, con essa, la speranza di decine di migliaia di persone. E’ possibile? Avremo una risposta?
Voglia gradire i nostri migliori saluti.
Piergiorgio Welby (Direzione Associazione Luca Coscioni)
Rita Bernardini (Comitato Promotore Referendum, Tesoriere Radicali Italiani)