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La vittoria dell'astensione rilancia il ruolo del Cardinale nella vita politica italiana
• da Il Tempo del 15 giugno 2005, pag. 3
E ora, che si fa? La vittoria schiacciante dell'astensione al referendum sulla procreazione assistita ha riaperto scenari "fantapolitici". Il "grande centro" (o se preferite i "moderati") è molto più di una definizione da manuale della politica e può contare, potenzialmente, sul 74% dei cittadini che il 12 giugno, hanno deciso di seguire, più o meno convintamente, le indicazioni della Cei e del suo Presidente Camillo Ruini. Sarà  anche per questo che Silvio Berlusconi ieri non si è lasciato sfuggire l’occasione di una precoce campagna acquisti. Â
”Permettetemi una riflessione - ha detto intervenendo ad un convegno sul partito unico promosso dal Comitato di Todi a palazzo Wedekind -. Anche con il risultato dei referendum sulla fecondazione assistita noi dobbiamo avere l'assoluta certezza che i moderati in Italia e le persone di buon senso sono la maggioranza. Siamo, quindi, la maggioranza del paese».Â
Così, mentre i referendari. continuano a sventolare lo spauracchio del clericalismo bigotto e oscurantista, qualcuno, in fondo in fondo, su quello spauracchio comincia ad investirci. Ovviamente non c'è nulla dì ufficiale anche se le parole pronunciate sempre ieri dal cardinale Ruini ai microfoni di "One O Five Live», il canale in Fm e Internet della Radio Vaticana, suonano come una sorta di "programma elettorale".Â
"Il progetto di Scienza e Vita - ha detto Ruini - rimane in piedi ed ed avrà un grande compito anche per il futuro. D’altronde questo risultato è un’espressione, direi, pubblicamente la più significativa e la più rilevante, del progetto culturale della Chiesa italiana”. Le domande, a questo punto, nascono spontanee: quale sarà , nell’immediato futuro, il compito del comitato Scienza & Vita e in che modo sarà possibile portare avanti il progetto culturale della chiesa cattolica? In sintesi: ci sarà o non ci sarà una nuova Democrazia Cristiana?  Oltre Tevere l’ipotesi non scalda i cuori del palazzo. La Chiesa , dicono, è al di sopra delle beghe partitiche. Quindi, nonostante qualcuno ci speri, Ruini non scenderà in campo per guidare la riscossa politica dei cattolici. La cosa suona ovvia anche se ciò significa che, a questo punto, la palla passa nelle mani degli “uomini del Cardinale”.Â
Uomini che hanno già  cominciato ad organizzarsi. Ieri, ad esempio, l'Udc Luca Volontè ha dato ufficialmente vita all'Intergruppo “Persona e bene comune”, un comitato parlamentare che “intende continuare l'azione a favore della famiglia, del rispetto delle vita, della promozione della scienza al servizio dell’uomo avviatasi durante la campagna referendaria”. Nell’Intergruppo, da quello che si sa, confuluiranno tutti i parlamentari che, in questi mesi, si sono schierati per il non voto.Â
Nel frattempo il comitato Scienza & Vita ha aperto il suo sito internet ai suggerimenti di tutti coloro che intendono rispondere, con pensieri, idee e suggerimenti, alle seguenti domande: «E’ giusto dissipare questa grande esperienza di unità ? O non sarebbe più giusto proseguire una presenza nella società ? E, nel caso, in che forma?»Â
Quindi, se da un lato la società civile pensa al suo futuro, la politica non sta certo a guardare. Come e se i due livelli si incontreranno, non è dato saperlo. Ma, forse, Ruini ha qualche idea.
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