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gio 23 ott. 2014
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In Kosovo Rugova s'ammala, Haradinaj non governa, l'islam brucia

• da Il Foglio del 2 settembre 2005, pag. I

di Daniele Raineri

Il Kosovo √® come una grossa e pericolosa¬†caldaia. Dentro i confini della provincia¬†ó grande soltanto un terzo del Belgio¬†ma fittamente popolata da due milioni di¬†persone di etnie diverse ó la pressione sta¬†salendo cos√¨ in fretta che la zona minaccia¬†di saltare in aria. Gli albanesi, che rappresentano¬†l'88 per cento della popolazione,¬†vogliono a ogni costo l'indipendenza dalla¬†Serbia. I negoziati che decideranno lo status¬†definitivo del Kosovo ó che √® pur sempre¬†una provincia meridionale della Serbia, trasformata soltanto temporaneamente¬†in un protettorato internazionale amministrato¬†dalle Nazioni Unite sotto l'autorit√†¬†legale dell'United Nations Interim Mission¬†in Kosovo (Umnik) ó dovrebbero tenersi entro¬†novembre. Nel marzo scorso, si √® gi√†¬†avuta un'anteprima minore di quello che¬†potrebbe accadere se la tensione salisse oltre¬†il livello di guardia. Gruppi di albanesi¬†hanno assalito le enclave serbe, lasciandosi¬†dietro, dopo quarantatt'ore di disordini,¬†19 morti e 800 case date alle fiamme.

 

¬†La questione ci tocca da vicino. I militari¬†italiani, con una breve cerimonia di passaggio¬†delle consegne nella sede del comando¬†di Pristina, hanno preso dalle mani¬†dei francesi la responsabilit√† della forza di¬†pace Kosovo force (Kfor) proprio ieri mattina.¬†Ora a capo del contingente Nato di 17¬†mila uomini, in rappresentanza di pi√Ļ di¬†trenta paesi, c'√® il generale Giuseppe Valotto,¬†cui toccher√† sorvegliare l'incerta tenuta¬†della caldaia in questa fase cruciale.

 

 In vista degli imminenti colloqui sotto l'egida delle Nazioni Unite, tre sono i fattori che complicano la situazione e non fanno presagire nulla di buono. Il primo è una notizia: sabato scorso il presidente del Kosovo, Ibrahim Rugova, è stato ricoverato in gravi condizioni all'ospedale militare americano di Landstuhl. in Germania. Rugova è una icona per i kosovari e ha guidato in modo pacifico le aspirazioni indipendentiste del suo popolo per quindici anni. E' una figura influente, che tutti si aspettavano avrebbe avuto un ruolo forte nel far scendere a patti i suoi rivali politici durante i prossimi colloqui. Non ha un immediato successore allinterno del suo partito, la Lega democratica del Kosovo, e questo da adito a una maligna lotta di successione per prendere il suo posto, una lotta da cui trarrebbero beneficio le violente fazioni rivali nate durante la guerriglia del 1998-99 per sfidare il potere della Lega democratica.

 

¬†La seconda notizia √® pi√Ļ risalente nel¬†tempo e riguarda il ritorno in Kosovo di Ramush¬†Haradinaj, temuto ex comandante¬†dell'Uck e rispettato primo ministro, che in¬†giugno ha ottenuto dal tribunale dell'Aia,¬†dopo tre mesi di carcere, la liberazione. La¬†relativa calma con la quale il Kosovo aveva¬†assistito alla partenza del primo ministro¬†per l'Aia non aveva convinto nessuno. Non¬†√® un segreto che ó specialmente nelle zone¬†dove la guerra √® stata combattuta pi√Ļ duramente¬†e dove la distruzione √® stata maggiore¬†ó i veterani sono in mobilitazione semipermanente.¬†All'inizio della guerra il loro¬†obiettivo era l'indipendenza, e non √® mai¬†cambiato. Haradinaj √® il leader indiscusso¬†di una di queste aree: Dukagini, confinante¬†con l'Albania e il Montenegro, la stessa che¬†i Serbi chiamano Methoja. Ramush Haradinai¬†√® tornato in Kosovo, ma senza poter¬†svolgere alcuna attivit√† politica pubblica,¬†secondo le regole del tribunale dell'Aia. La¬†sua scarcerazione ha contribuito non soltanto¬†a calmare gli elementi pi√Ļ caldi, ma a¬†rassicurare anche il resto della popolazione,¬†che aveva molto apprezzato la sua capacit√†¬†di leadership al governo. In sostanza,¬†tuttavia, egli rimane un politico con le¬†mani legate, delegittimato nel suo ruolo.

¬†¬†Le persecuzioni contro i cristiani¬†¬†Il terzo motivo di preoccupazione √® un¬†"briefing" tenuto al Senato americano nella¬†seconda settimana di agosto. Secondo gli¬†analisti geopolitici ó che hanno dato notizia¬†della distruzione di 150 tra chiese, seminari,¬†conventi e residenze di vescovi, e della¬†parallela costruzione di 200 moschee tra il¬†1999 e il 2004ó l'intervento internazionale¬†per fermare la persecuzione dei fedeli cristiani¬†in Kosovo √® un "completo fallimento". Molte delle chiese contenevano affreschi¬†e mosaici bizantini di valore inestimabile,¬†e altre opere d'arte d'ispirazione religiosa¬†risalenti al XIII secolo, ma sono state¬†ridotte in cenere. La provincia kosovara,¬†vale la pena notare, √® sempre stata considerata¬†uno dei gioielli dell'eredit√† cristiana,¬†il "Vaticano della Chiesa Serbo ortodossa"¬†a partire dal XII secolo. Gli incendi¬†e le attuali persecuzioni sono considerati¬†un attacco intenzionale ai simboli della civilt√† cristiana europea. 'Grazie a i filmati¬†girati sul posto ó dice l'ex ambasciatore¬†americano Thomas Melady, riferendosi all'ultima ondata di violenza nel corso della¬†quale √® stato appiccato il fuoco a 34 chiese¬†ó sappiamo bene come vanno le cose. La¬†folla muove all'assalto indisturbata, strappa¬†le croci dai tetti e le calpesta, poi distrugge¬†i luoghi sacri". I video mostrano anche¬†la presenza inerte di soldati e di blindati¬†della Kfor. Francesi e tedeschi si sono¬†giustificati dicendo che il loro mandato¬†prevede l'uso della forza soltanto per proteggere¬†persone, non propriet√†. Tuttavia,¬†secondo gli osservatori, "i soldati americani¬†e italiani della Kfor rischiano le loro vite¬†non solo per trarre in salvo le persone,¬†ma anche per tutelare i siti". L'ambasciatore¬†Melady riferisce che suore e monaci del¬†monastero di Pec non possono neanche¬†mettere fuori il naso dalla porta senza una¬†scorta militare, perch√© sono fatti a segno¬†dai cecchini. L'analista della Difesa Frederick¬†Peterson punta il dito contro l'Arabia¬†Saudita. Le nuove moschee, costruite mentre¬†le chiese sono date alle fiamme, sono finanziate¬†dalle nazioni wahabite, dando motivo¬†di temere che lo spettro dell'islamismo¬†radicale stia covando alle porte dell'Europa,¬†in una regione turbolenta dove dominano¬†il traffico di armi e di droga. Per ora,¬†spiega l'analista, le moschee sono ancora¬†vuote, ma √® chiara l'intenzione di indottrinare¬†i musulmani locali.¬†

 

 



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