Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mer 10 giu. 2026
  cerca in archivio   RASSEGNA STAMPA
La crisi mistica dei politici in fila dal papa

• da Libero del 29 settembre 2005, pag. 9

di Daniele Capezzone

Dopo il coming out religioso di Piero Fassino, sono tanti i leader (effettivi, aspiranti e in prova; destri e sinistri; mezzi destri e mezzi sinistri) che sentono di dover recuperare il terreno perduto, e si stanno a loro volta attrezzando per una rapida (e mediaticissima!) crisi mistica. Mobilitate all’uopo, le efficientissime strutture della Cei hanno giustamente previsto code e affollamenti, e quindi hanno subito predisposto un agile meccanismo di distribuzione di bigliettini numerati, un po’ come accade nelle salumerie all’ora di punta.

 

Il bigliettino numero 1 se l’è aggiudicato Francesco Storace, che si era astutamente acquattato per giorni interi lungo il colonnato di San Pietro. In vista della perdita dello scranno ministeriale (e non volendo certo finire come Sirchia, che si aggira spaurito nei supermercati, come aveva lui stesso suggerito ai pensionati italiani), Storace ha avuto un’idea geniale: vorrebbe riciclarsi, dopo le elezioni del 2006, come guardia svizzera. L’unico problema sembra esser quello di trovare una divisa della misura giusta: “Cronache da Bisanzio “ è in grado di svelare che, se la storica uniforme michelangiolesca non dovesse bastare, i sarti della Città del Vaticano sono intenzionati a ripiegare su una tenda da sole a strisce.

 

Subito dopo Storace, si è presentato Mastella, anch’egli bramoso di soddisfare i desiderata delle gerarchie. E così, in vista delle primarie, il leader beneventano ha immaginato (come evento clou della sua campagna anti-Prodi) una marcia da Telese a Loreto, scandita per metà da momenti di Canto Gregoriano e per metà da una tammurriata campana. Negli intervalli, sono previsti poderosi esorcismi, virulenti scongiuri e irriferibili riti apotropaici contro l’ingresso dei radicali nell’Unione. Gli appositi testi saranno scritti da Antonio Socci e recitati da Pupo.

 

Immediata la protesta di Pecoraro Scanio, che rischia di vedersi scavalcato da Mastella nella corsa delle primarie. E quindi, anche il vulcanico leader verde ha rotto gli indugi: da una parte farà travestire Grazia Francescato da Santa Maria Goretti, e dall’altra (per compiere un atto “forte” e polemico a sinistra) ha trafugato la collezione di colbacchi di Armando Cossutta (il quale ha colbacchi di tutti i peli: pelo di Astrakan, pelo di dissidente, pelo di Diliberto, eccetera) e si prepara a darli alle fiamme in una simbolica cerimonia di purificazione antitotalitaria.

 

“Sono le solite mistificazioni della sinistra”, ha però tuonato il Cavalier Berlusconi, che ha a sua volta pronta una contromossa geniale. Dalla prossima domenica, al posto di Platinette e Cecchi Paone, sulle reti Mediaset compariranno Bondi, Vito e Schifani travestiti da suore polacche: più paffuta Suor Bondi, più emaciate (ma combattive e ferrigne) Suor Vito e Suor Schifani.

 

Dinanzi a tutto questo, c’è grande soddisfazione al Foglio: “Le malmostose e palloccolose vestali del politically correct sono finalmente in minoranza”, recita un editoriale che sarà pubblicato domani. A onor del vero, resta grande l’incertezza dei redattori su cosa vogliano dire le parole “malmostoso” e “palloccoloso”, ma, quando c’è combattere una Guerra Kulturale, quando c’è da entrare a passo spedito nel Terzo Millennio, non si può stare troppo a sottilizzare. O no?



IN PRIMO PIANO







  stampa questa pagina invia questa pagina per mail