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Pannella: da Norcia a San Pietro proposto, riproposto, imposto un imputridito gioco delle tre carte
Credente, cristiano, cattolico, laico (e non laicista!), ateo-devoto diventano sinonimi. E aboliscono, occultano, ogni “specifico cattolico”. Furbizia o vergogna?

Roma, 16 ottobre 2005

• Dichiarazione di Marco Pannella

Dunque, l’editto del quale Marcello Pera si fa portavoce è tassativo e inequivocabile.

Il fondamento delle leggi è Divino. Sorge un piccolo problema, per noi laici, liberali, illuministi, tolleranti, relativisti: poichĂ© in questo caso mancano leggi di riferimento come quella delle 12 tavole e/o dei dieci comandamenti, chi è che annuncia, rappresenta, detta - quotidianamente – la volontĂ  di Dio?

Papa Ratzinger, il Presidente Pera, gli “uomini della Provvidenza” concordataria come Hitler, Mussolini, Francisco Franco, Salazar o solamente gli oltre cento attuali Capi di Stato “concordatari”?

Mentre da Radio radicale si ascoltavano, in diretta ed integralmente, gli editti di Norcia di Papa Ratzinger e del Santo Presidente Pera, contemporaneamente e per oltre un’ora, la prima rete pubblica dava in diretta la manifestazione dei centocinquantamila ragazzi e bambini, con i loro accompagnatori ufficiali, in Piazza San Pietro con una catechesi ed una propaganda “dialogica” di sicuro grande interesse teologico sul Corpo Mistico e la Comunione dei Santi. Spettacolo edificante, gradevole, allegro, apologetico che noi figli della lupa e balilla vivevamo (ma senza moltiplicazione e clava televisiva) negli anni trenta. Linguaggio e stile comunicativo noto ed inflazionato in tutti gli stati assoluti (a esempio perfetto: lo Stato CittĂ  del Vaticano), ovunque e ininterrottamente da allora nel mondo.

Una semplice e sommessa domanda: come mai nessuno degli illustri convocati sembri ignorare l’operazione truffaldina che ossessivamente vinene riproposta come il nuovo Verbo di Chiea e di Stato in Italia?

Per questi Norcini, Sampietrini, convertiti Teocons (come l’ex socialista anticlericale “bestemmiatore” Benito Mussolini) - infatti - viene riproposto un vecchissimo imbroglio lessicale e semantico. In un gioco da neofiti trecartari, nei loro ispirati discorsi, credenti, cristiani, cattolici, laici (e non laicisti!) diventano sinonimi benedetti. Lo “specifico cattolico” sembra teologicamente, storicamente, filosoficamente, irrintracciabile. Eppure è, per tutti loro, manifestamente, ossessivamente, la massima gerarchia ecclesiastica romana che rappresenta la “parola di Dio”, la veritĂ  rivelata, sulle quali il diritto positivo degli Stati deve fondarsi. Così, a seconda delle convenienze, si proclama la legittimitĂ /obbligatorietĂ  della “unitĂ  politica dei cattolici”, “unitĂ  etica dei cattolici”, “unitĂ  antropologica dei cattolici” … Dei cattolici e dei credenti, dei cristiani, agli ordini dei dettami trasmessi in rappresentanza di Dio dai Vicari e dalle loro organizzazioni di potere mondano, terreno, secolare.

Le Norcinerie umbre avevano guadagno una robusta, ultrasecolare stima gastronomica e di macelleria. Temiamo che, avvolti in magna charta, i prodotti prevalentemente suini, di quella nobile terra francescana, finiscano per dovere affrontare disastrose congiunture di mercato, equiparabili a quelle attuali dei prodotti di volatili e di pollame.



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