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Interessa? Dovrebbe. Ma sembra di no… Per la prima volta due dirigenti Rai rinviati a giudizio per omissione in atti d’ufficio. Angela Buttiglione e Scipione Rossi saranno processati per fatti legati alla omessa informazione.

18 ottobre 2005

di N.R.

Che la RAI non ne abbia dato notizia, è comprensibile. Che i notiziari Mediaste l’abbiano ignorata appartiene a una sorta di patto tra gentiluomini che solo in questo caso viene osservato. Che i giornali, pressoché unanimi, non ne abbiano scritto e riferito, non sorprende, ma dà ugualmente la cifra del livello della stampa italiana, la sua “autorevolezza” e “professionalità”.

E’ la prima volta che accade che siano stati rinviati a giudizio, per omissione in atti d’ufficio dirigenti della RAI, per fatti legati alla omessa informazione; si avrà un processo in un pubblico dibattimento. Quale che sia l’esito, il solo fatto che ci celebri, è comunque un fatto di rilievo. Materia per giuristi, per commentatori, per cronisti. E invece un rigoroso e impenetrabile silenzio.

La notizia è del 14 ottobre. Il comunicato diffuso chiarisce benissimo i termini della questione e la sua indubbia importanza. Il giudice di Berlino c’è. E’ il giornalista che manca. Appuntamento, comunque al 20 dicembre prossimo.

“Angela Buttiglione e Scipione Rossi questa mattina, all’esito dell’udienza preliminare sono stati rinviati a giudizio dal GUP di Roma dr.ssa Carmelita Russo per il delitto di cui agli artt. 110 e 328, II comma, C.p. perché in concorso tra loro essendo incaricati di pubblico servizio, la prima quale direttore responsabile della testata RAI ‘Tribuna e servizi parlamentari’ ed il secondo quale responsabile della rubrica settimanale RAI ‘GIORNI D’Europa’, benché la RAI SPA fosse stata formalmente richiamata il 28.3.2002 dall’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni a (di fatto) dare spazio e accesso alla ‘Lista Bonino’ (quarta forza politica italiana al Parlamento Europeo) nella rubrica televisiva ‘Giorni d’Europa’ (dedicata all’attività delle istituzioni Europee e del Parlamento Europeo), e benché in precedenza espressamente diffidati con fax del 23.2.2002 dai rappresentanti di detto movimento politico a ripristinare la ‘parità di accesso’ a dette trasmissioni, omettevano di ripristinare detta parità e comunque di rispondere entro 30 giorni ai medesimi per esporre i motivi del ritardo. In Roma fino al maggio del 2002.

Il dibattimento che si terrà dinanzi al Tribunale di Roma, Seconda sezione in composizione Collegiale, avrà inizio il 20 dicembre 2005.

Soddisfatto l’avvocato Giuseppe Rossodivita, costituitosi parte civile per la Lista Pannella/Bonino e difensore delle parti offese Marco Pannella e Maurizio Turco, che sottolinea come per la prima volta in Italia questioni legate all’omessa informazione da parte del servizio pubblico superano la soglia dell’udienza preliminare e giungono ad un pubblico dibattimento.

I fatti risalgono al marzo 2002 allorquando la Buttiglione era direttrice responsabile della Testata Servizi Parlamentari e Scipione Rossi era vicedirettore e responsabile del programma Giorni D’Europa.

Marco Pannella e Maurizio Turco, con l’avvocato Giuseppe Rossodivita, denunciarono all’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni la violazione della par condicio da parte del programma specificamente destinato all’informazione sui temi e sulle istituzioni europee.

All’epoca infatti, nonostante i 7 europarlamentari radicali (4° gruppo di italiani eletti), e i tre anni trascorsi dalle elezioni del 1999, la trasmissione della Rai aveva dedicato pochissimi secondi alle iniziative degli eletti della Lista Bonino. E difatti l’Autorità richiamò la RAI all’osservanza delle norme in materia di informazione e all’equa rappresentazione - richiesta dalla natura pubblica del servizio - di tutte le opinioni presenti nelle assemblee rappresentative, ivi compreso il Parlamento Europeo.

Contestualmente alla denuncia all’AGCom venne inviata una specifica richiesta - diffida alla RAI, che però, nelle persone dei responsabili della TSP, non solo non fece nulla per porre rimedio alla situazione, ma neppure rispose per fornire le ragioni del ritardo.

Da qui la denuncia in sede penale di Marco Pannella, Presidente della Lista Pannella e Maurizio Turco, Presidente del gruppo degli eletti radicali al Parlamento Europeo.

Inizialmente il PM dottor Cascini aveva richiesto l’archiviazione, ma Pannella e Turco, difesi dall’avvocato Giuseppe Rossodivita, avevano presentato opposizione alla richiesta di archiviazione.

A seguito della camera di consiglio, ove la Buttiglione e Rossi erano difesi dall’avv. prof. Paola Severino Di Benedetto, il Gip dottor Pugliese aveva ordinato al Pubblico Ministero di formulare l’imputazione coatta a carico degli indagati per il delitto di omissione in atti d’ufficio.

A distanza di un anno è stata fissata e celebrata l’udienza preliminare dinanzi al GUP dr.ssa Carmelita Russo all’esito della quale, dopo uno scambio di memorie e nonostante la richiesta di sentenza di non luogo a procedere avanzata dalla Procura di Roma, rappresentata in aula dal PM dott. Bombardieri, sia dalla Professoressa Paola Severino, difensore degli imputati, il GUP ha decretato il rinvio a giudizio”.



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