Chiediamo al lettore un momento di pazienza, e di leggere le agenzie che seguono. La prima è delle 6 del mattino del 20 ottobre. L’ultima delle 19 dello stesso giorno. Hanno un comune denominatore: riguardano in un modo o nell’altra, vicende di droga: arresti di piccoli e grandi spacciatori, sequestro di droga “pesante” e “leggera”.
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“Blitz della Polizia di Stato contro un traffico internazionale di stupefacenti gestito da clan della
'ndrangheta. L'operazione, coordinata dal Servizio centrale operativo della Direzione anticrimine centrale diretta da Nicola Cavaliere, è scattata nella notte in Calabria, nel Lazio e in Lombardia ed è tuttora in corso: gli uomini del Commissariato di Gioia Tauro e delle Squadre mobili di Reggio Calabria, Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia, Roma e Bergamo stanno eseguendo 18 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dalla Dda di Reggio Calabria, a carico di personaggi legati a vario titolo alle cosche della piana di Gioia Tauro, in particolare del clan Piromalli-Molé. Per tutti il reato contestato è quello di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga”. (AGI)
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“Con il suo aspetto per bene e il suo passaporto diplomatico pensava di farla franca e di passare inosservato e che nessuno mai si sarebbe accorto che nei suoi bagagli nascondeva cocaina. E invece al 23enne albanese, appena atterrato a Fiumicino da Caracas, è andata male. Gli uomini della Guardia di Finanza lo hanno fermato per i controlli di routine, all’imbarco del volo per Tirana, e nascosti nelle pareti della sua valigia hanno trovato quattro chili di cocaina purissima per un valore di due milioni di euro. Il giovane albanese è stato arrestato con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti e condotto nel carcere di Civitavecchia. Salgono così a 97 le persone che all’inizio dell’anno sono state arrestate per violazione alla legge sugli stupefacenti dagli uomini della dogana e della Guardia di Finanza di Fiumicino. Quelle denunciate invece sono 632; oltre i chilogrammi di droga sequestrati”. (Ansa)
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“Nove ordinanze di custodia cautelare in carcere e una misura degli arresti domiciliari sono stati eseguiti dagli uomini del Nucleo provinciale di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno e di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Ai destinatari delle ordinanze è contestato il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti nonché specifici episodi di cessione di sostanze stupefacenti del tipo cocaina”. (Ansa)
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“Cinque chilogrammi di cocaina purissima e 50mila euro in contanti. E’ questo il bilancio del maxi sequestro effettuato dalla Guardia di Finanza di Torino nel corso di un’operazione che ha portato all’arresto di tre persone: due marocchini e un iracheno residente in Olanda”. (AdN-Kronos)
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“Sette persone, tutti cittadini italiani residenti nel savonese, sono stati arrestati questa mattina dai carabinieri di Savona con l’accusa di spaccio di stupefacenti, a conclusione di un’indagine avviata l’estate scorsa”. (Adn-Kronos)
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“Due persone sono state arrestate a Porto Torres per traffico di droga. In manette sono finiti Christian Zanotti, manovale di 35 anni di Imperia, e Roberto Felice, operario algherese di 21
anni, trovati in possesso di 14 chili di hashish e 28 grammi di cocaina dal valore complessivo di 100 mila euro. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati in una conferenza stampa alla tenenza delle fiamme gialle di Porto Torres dal nuovo comandante Diego Patriarca e dal capitano Stefano Cerioni in rappresentanza del comando provinciale. I due arrestati erano
stati bloccati dai finanzieri, anche grazie all'aiuto dei cani antidroga, allo sbarco da un traghetto che li aveva condotti in città da Genova”. (AGI)
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“Con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio, due giovani sono stati arrestati la scorsa notte dai carabinieri a Greggio, nel vercellese. Nel corso di un’operazione antidroga, i militari hanno controllato i due giovani che sono stati trovati in possesso di circa 40 grammi di marijuana, di un bilancino di precisione e di 113 rami di canapa indiana già essiccata”. (AdN-Kronos)
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“Un minorenne di Tagliacozzo è stato arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Si tratta di un diciassettenne che è stato trovato in possesso di 40 grammi di hashcisc. Il giovane, originario di Roma e residente nella località turistica marsicana, è stato fermato dopo una perquisizione. I carabinieri si sono insospettiti dall'atteggiamento del
giovane. E' stato trasferito nel centro di prima accoglienza del tribunale dell'Aquila”. (AGI)
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“Spacciava droga nella zona universitaria di Bologna in cambio dell’ospitalità offerta da un marocchino che gli forniva gli stupefacenti da smerciare. In manette sono finiti anche un lituano di 23 anni e un nord africano di 32 anni entrambi pregiudicati. Sono stati rinvenuti 46 grammi di hashish; altri sei grammi sono stati trovati all’interno di un cuscino. Infine altri 23 grammi sono stati spontaneamente consegnati da uno degli arrestati”. (AdN-Kronos).
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“Ha rubato, in più riprese, formaggio, salumi e profumi per comprare droga e così, nell'arco di pochi giorni, è stato arrestato per ben tre volte. Protagonista e' un tossicodipendente di Montesilvano (Pescara)di 32 anni, M.D.B., arrestato dai Carabinieri del Nor della compagnia capoluogo mentre tentava di fuggire con alcuni pezzi di formaggio asportati da un supermercato”. (AGI)
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“Due sottoufficiali dei carabinieri sono stati arrestati dai loro stessi colleghi su disposizione della procura di Vicenza. I due a quanto risulta sarebbero accusati di concorso in spaccio di droga, falso in atto pubblico, violenza, lesioni, favoreggiamento”. (ANSA)
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“Un blitz della squadra mobile romana a Fondi, in provincia di Latina, ha portato alla cattura oggi di tre persone ritenute complici del sequestratore che lo scorso 18 settembre rapì una donna colombiana e il figlio di nove mesi a Roma per una vicenda di droga”. (ANSA)
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Come si vede, al nord come nel meridione d’Italia, in grandi città come in provincia. Il 20 ottobre non è stato un giorno particolare; è così tutti i giorni, e proprio per questo i giornali spesso neppure registrano la notizia, oppure la confinano in trafiletti-“riempitivo”. E’ noto che per ogni sequestro di droga ve ne sono quantitativi dieci volte superiori che “passano” e vengono immessi nel mercato. Dunque, l’operazione cui vengono costrette le forze dell’ordine è come chieder loro di svuotare il mare con un cucchiaino. Insomma, basta scorrere le agenzie che quotidianamente vengono diffuse, per riconoscere che hanno ragione Milton Friedman, Marco Pannella, i radicali, gli antiproibizionisti. E’ inefficace, antieconomico, sostanzialmente inutile. Centinaia, migliaia di uomini, che potrebbero essere più utilmente essere impiegati vengono utilizzati in operazioni che alla prova dei fatti lasciano il tempo che trovano. Una cosa però si ottiene: si incrementa e lievita il mercato clandestino con tutti i rischi noti per i consumatori, si riempiono inutilmente le carceri, e si arricchiscono enormemente gli affiliati delle organizzazioni criminali che controllano e gestiscono il traffico delle sostanze stupefacenti.
Era il 1974 – più di trent’anni fa – quando Marco Pannella annunciava, con un intervento pubblicato su “Il Messaggero” – che avrebbe fumato una sigaretta con hashish per disobbedienza civile, contro gli arresti di ragazzi “colpevoli” d’aver fumato uno spinello; e si faceva arrestare.
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Scriveva, tra l’altro, Pannella: “Non passa giorno, in Italia, senza che l'"americanizzazione" della malavita armata non manifesti la sua libera e sovrana crescita, con irrisori interventi preventivi e repressivi, mentre la polizia è mobilitata invece sempre più contro i giovani. A questo quadro si aggiunga che il governo ha preparato una legge-truffa contro i fumatori di hascish e chiunque sia o venga in contatto con loro: contro la libertà di stampa e di ricerca scientifica, una legge-beffa, visto che proclama il diritto dei fumatori di canapa indiana di optare per un trattamento terapeutico, quando la scienza medica non è in condizione di riconoscere a nessun livello, fisico o psichico, una condizione patologica nel loro comportamento. Rischieranno, in realtà , di essere sottoposti a "cure" e "psicofarmaci", a terapie d'urto per cacciare dalla loro esistenza non una "malattia", che non hanno, ma il demone del dissenso e della disobbedienza. Questa proposta è la riprova che una politica di repressione socialmente aberrante sta per essere scatenata e potenziata a ogni livello sulla scorta di cifre deliranti e senza alcun fondamento circa la diffusione della "droga" fra i giovani . Non abbiamo motivi di specifica stima per chi fuma hascish. Riteniamo anzi vi siano orizzonti sufficientemente vasti, fisici e morali, da esplorare e percorrere, per non aver bisogno di evasioni o di altri "viaggi". Moralmente, idealmente, dovremmo essere tutti capaci di rinunciare all'alcool, al tabacco, ai derivati della canapa indiana, ai tranquillanti, agli eccitanti, che una intossicazione pubblicitaria fanno consumare a fiumi. Eppure non lo facciamo. Moralmente condannabili, non siamo per questo arrestati, vilipesi, criminalizzati. Ma le attuali persecuzioni conducono al rischio di un "flagello"; decine di migliaia di ragazzi criminalizzati, traumatizzati, segnati per tutta la vita dall'unica, cieca e ottusa violenza di tutto questo "affare": quella delle istituzioni, del partito di regime. Occorre difendersi. Attaccare. Per mio conto, non ho mai avuto occasione di fumare hascish, né intenzione, né necessità di farlo. Ma, dinanzi a questi crimini che ogni giorno mi vengono sbandierati come vittorie della moralità pubblica, non sono, non siamo disposti, con i miei amici e compagni del Partito radicale, ad assistere inerti . Non abbiamo, non vogliamo avere altra arma di lotta che quelle civili, nonviolente, rispettose degli altri, che solo possono prefigurare il tipo di società che vorremmo concorrere a edificare: sono quelle le azioni dirette contro le situazioni di ingiustizia delle leggi, della disobbedienza civile, dell'obiezione di coscienza. Le useremo”.
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Trent’anni fa: continuano le stesse repressioni, chi governa appare animato dalle stesse “logiche” criminogene, e – nonostante ci sia stato un referendum popolare che ha detto SI’ alle proposte radicali, si continua imperterriti in una politica che produce solo risultati che non possono non trovare il consenso e l’approvazione delle grandi organizzazioni criminali. Fino a quando?  Â