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Ayn Rand: all’università di Pisa il convegno che ne celebra il centenario della nascita; iniziativa dell’associazione Liberapisa

22 novembre 2005

Cento anni fa nasceva Ayn Rand, romanziera, filosofa e ideologa del capitalismo.

La ricorda a Pisa il convegno “Mercati liberi e menti libere – Ayn Rand 1905-2005”, che si svolgerà giovedì 24 novembre (ore 16 presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere – Aula 3).

Il convegno, organizzato dall’associazione radicale Liberapisa, vede tra i relatori il prof. Raimondo Cubeddu, ordinario di Filosofia Politica presso l’Università di Pisa, Nicola Iannello, giornalista e saggista, Marco Faraci, saggista e opinionista e Aldo Canovari, fondatore della Casa Editrice “Liberilibri”. Modererà Stefano Magni del quotidiano “L’Opinione”, introduzione di Gianni Nencini, associazione LiberaPisa.

La Rand, , figura atipica e controcorrente nel pensiero politico del ventesimo secolo, è la fondatrice della corrente filosofica che prende il nome di Oggettivismo, basata sulla difesa della ragione, dei diritti e della libertà dell’individuo e del sistema capitalista di libero mercato. Nata a San Pietroburgo in una famiglia ebrea russa, fuggì da sola a 21 anni negli Stati Uniti, affermandosi come scrittrice e venendo ad assumere un ruolo di prim’ordine nella cultura americana.

Tra le opere più note della Rand c’è il romanzo “La Fonte Meravigliosa” (1943) – trasposto nella fortunata pellicola cinematografica interpretata da Gary Cooper e Patricia Neal.

Ma il vero manifesto del pensiero politico oggettivista è “La rivolta di Atlante” (1957), un monumentale romanzo distopico che narra del declino inarrestabile di un’America sempre più collettivista e della rivolta di un gruppo di uomini e donne di ingegno che rifiutano di mettere le proprie doti ed il proprio impegno al servizio del socialismo e decidono invece di gettare le basi di una società nuova saldamente ancorata a quei principi del capitalismo che l’America ha rinnegato.

La visione politica affermata dalla scrittrice sancisce il primato dell’intrapresa e della produttività individuale e offre le basi politiche e morali di una “rivolta dei produttori”. In nome del diritto di ogni uomo a non essere spogliato dei legittimi frutti del proprio lavoro, viene rifiutata ogni prospettiva politica socialista e redistributiva.

Nel modello politico-sociale preconizzato da Ayn Rand l'unico ruolo legittimo del governo è la protezione dell'integrità fisica e patrimoniale dei cittadini. Lo Stato non deve occuparsi di scuola, di previdenza o di assistenza, di strade o di ferrovie e neppure deve regolare il commercio od intromettersi nei rapporti di lavoro.

La separazione tra Stato ed economia è totale, al punto che la Rand nega al governo il diritto di imporre tasse e ne prospetta forme di finanziamento volontario, basate sul pagamento di servizi liberamente acquistati.

L’individualismo randiano non viene meno neppure sui temi che afferiscono alla sfera personale, come il sesso o la bioetica. Anche su queste questioni – proprio come su quelle economiche - non può spettare allo Stato definire od imporre codici di condotta.

La radicalità della teoria politica di Ayn Rand può sicuramente apparire eretica in una cultura come quella italiana assuefatta al conformismo ed allo statalismo, ma con il coerente ed appassionato liberalismo che la Rand ha saputo esprimere è giunto finalmente il momento di confrontarsi.

Nel corso del convegno sarà presentato il dramma teatrale di Ayn Rand “La Notte del 16 Gennaio” che esce proprio in questi giorni, per la prima volta in italiano, per i tipi di “Liberilibri”.

Per ulteriori informazioni: www.liberapisa.it



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