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Pannella a Berlusconi e Prodi: incontratevi per mezz’ora, per affrontare, governare e risolvere il massimo problema sociale, istituzionale nazionale, la giustizia
L’amnisitia, la più forte e ampia dal dopoguerra, è la prima adeguata risposta che potete insieme assicurare subito. Allo stato e alla società italiana.

Roma, 18 dicembre 2005

• Dichiarazione di Marco Pannella

"Al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed al leader dell’Opposizione Romano Prodi rivolgo un fiducioso appello: incontratevi subito!

Insieme, se ne avete la volontà e la determinazione, potete da subito, subito dare una risposta adeguata, esemplare, di Buongoverno della massima crisi isitituzionale sociale, morale e politica del nostro paese.

Occorre in modo netto, prioritario, interrompere la flagranza letteralmente criminale e criminogena, della violazione e violenza contro la Costituzione e la legalità internazionale, europea, italiana, delle quali la nostra Repubblica è riconosciuta e condannata come responsabile.

Non è solamente un dovere, come tale discutibile, ma è un obbligo.

La Repubblica, la nostra Repubblica, ha creato il più gigantesco dramma sociale della sua storia. Nel vissuto del nostro popolo, ormai da generazioni, il tumore di un potere che opera esso stesso fuori e contro le leggi internazionali e nazionali, con i suoi 9 milioni di processi in corso, a milioni sin qui conclusi per prescrizione, con l’assetto penitenziario tale da non potere non avere che prevalenti funzioni criminogene, e le detenzioni sempre più intollerabilmente incompatibili con le ragioni e le forme per le quali nel nostro ordinamento sono previste, prescritte e non solamente consentite.

La risposta possibile è una sola: una amnistia-indulto, la più ampia della storia della Repubblica, che possa quasi immediatamente sollevare e ridurre di almeno un terzo il carico processuale dell’Amministrazione della Giustizia, e di altrettanto il carico umano che soffre di ingiustizie, violenza, di crimine, nelle sue varie componenti, dei detenuti, del personale amministrativo e di custodia. Da qui può partire l’inizio di una Riforma generale che urge e, tuttora non si è trovato modo nemmeno di iniziare a concepire.

Voi avete, quindi, un possibile, straordinario compito di Governo del più drammatico, feroce, straziante ampio problema sociale e istituzionale della storia contemporanea del nostro paese.

Da decenni, ormai lottiamo ricordando, a noi stessi, ed a tutti che senza la vita del Diritto è lo stesso Diritto alla vita che scompare.

Coraggio, abbiate innanzitutto la doverosa fiducia straordinaria in voi stessi che le vostre responsabilità vi propongono, impongono".



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