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Lo sponsor corsaro

• da La Stampa.it del 17 febbraio 2006

di Grazia Longo

Altro che duelli su sci e slittini per conquistare il podio olimpico. La vera battaglia - e che battaglia - si combatte tra due multinazionali della telefonia mobile.

Una guerra a suon di penali milionarie che si nutre del bisogno di sbaragliare, costi quel che costi, la scomoda presenza della concorrenza. Le società sono entrambe coreane, entrambe lanciate ad aggiudicarsi il primato per il telefonino più sofisticato, ma con un destino completamente diverso. La Samsung, sponsor ufficiale di Torino 2006, occupa come le spetta da contratto gli spazi di tutti i siti olimpici.

La Lg Eletronic no, ma non vuole arrendersi a rivestire i panni della Cenerentola del mercato a cinque cerchi. I suoi manager non dormono di notte, si arrovellano la mente, si fanno in quattro pur di trovare una soluzione. Che finalmente arriva. Eccola bell'e pronta nella mappa della Via Lattea, la rete dei Comuni dove si svolgono le gare. Dando un'occhiata a questo colorato Risiko della pubblicità, scoprono che c'è un paese nemmeno tanto piccolo - 3 mila abitanti contro gli 800 di Sestriere - lasciato fuori dalla porta. Oulx, snodo nevralgico della viabilità, non è stato inserito nel ventaglio dei Comuni olimpici. La Lg può dunque investire tutti i soldi che vuole in enormi cartelloni stradali.

Affare fatto. Non per la Samsung, che non solo non digerisce la presenza della rivale ma chiede e ottiene vendetta. Prima pretende dal Cio una penale di 50 milioni di euro, poi scala la marcia e si dice disposta a rinunciarvi. A un patto però: che la Lg venga oscurata. Il Cio non perde nemmeno due minuti e attiva il Toroc affinché faccia ragionare il sindaco di Oulx. «Quello spot non s'ha da fare» è l'ordine dal sapore manzoniano che il Toroc impone a Mauro Cassi. Peccato però che qui non siamo in presenza di un Don Abbondio qualsiasi, ma di un uomo di 57 anni che, convinto di essere nel giusto, non cede all'ultimatum.

Il suo no secco e irrevocabile indispettisce ancor più il Toroc che passa dalle parole ai fatti e ieri mattina manda una squadra a smontare i tabelloni. Qui si apre un nuovo capitolo, un'altra guerra nella guerra, perché il sindaco - preso suo malgrado in mezzo al braccio di ferro tra due colossi dell'hi-tech - non si rassegna ad abbassare la testa.

Nero su bianco, è già partita una denuncia per furto e violazione di proprietà privata. A bussare alla caserma dei carabinieri sono alcuni esponenti del Comitato per Oulx, al 90% rappresentato dal Comune, che avevano affidato alle società Ideazione e Condor l'incarico di stipulare i contratti pubblicitari.
«Io non mollo - dice in tono pacato ma fermo Mauro Cassi - siamo stati esclusi dalle città olimpiche, pur avendo messo a disposizione il maxi parcheggio da 4 mila posti per chi deve raggiungere in autobus i siti delle competizioni, e quindi non siamo vincolati alle regole degli sponsor ufficiali». La concorrenza tra le due potenze economiche coreane non basta a fargli cambiare idea. E dire che il Toroc le ha provate tutte: il direttore Cesare Vaciago ha garantito di rimborsare i 120 mila euro che Oulx ha incassato dalla Lg, altri 600 mila sono stati versati nelle casse della società che ha portato a casa il contratto. Non basta, ha pure assicurato che il Toroc si sarebbe accollato le spese legali per affrontare la quasi scontata causa da parte della Lg. Fiato sprecato, il sindaco non retrocede di un passo, non per mancanza di fiducia «ma perché tra due mesi il Toroc sarà sciolto. E chi ci paga poi? Noi non vogliamo rimetterci neppure un euro».

Nemmeno il Toroc e il Cio però. Quella penale di 50 milioni di euro ventilata dalla Samsung ha prevalso su tutto. Anche sulla consapevolezza che la battaglia non è ancora finita.



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