Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
gio 02 set. 2010
  cerca in archivio   RASSEGNA STAMPA
«Era un movimento armato fuori dal tempo Il terrorismo islamico ne ha aiutato la fine»

• da Corriere della Sera del 23 marzo 2006, pag. 15

di Alessandra Coppola

Un enorme peso che si solleva e alleggerisce le spalle: "Ci si può anche abituare a essere dei piccoli Sisifo, ma non è vita...". Ora che l'Eta ha annunciato il cessate il fuoco definitivo, la pietra che schiacciava il Paese “e che condizionava le nostre esistenze" si è sbriciolata, dice Bernardo Atxaga: "Una sensazione di grande euforia".

 

 Dal suo rifugio vicino a Vitoria Gasteiz, il celebre poeta e narratore basco, 54 anni, (a fine anno esce per Einaudi l'ultimo lavoro: El hijo de l'acordeonista, "Il figlio del fisarmonicista") ha trascorso ieri ore al telefono con parenti e amici. "Anche i volti della gente in strada erano diversi. Domani torneremo alla vita quotidiana, ma oggi camminiamo sollevati da terra": l'era della violenza indipendentista è finita. Una morte per consunzione, spiega Atxaga, dopo una lunga agonia. "Eravamo entrati nel 2000 come se fosse stato il 1950. L'Eta era ormai un'organizzazione armata fuori dal tempo e dallo spazio, che contemporaneamente, però, poteva uccidere un tuo vicino di casa. Neanche i suoi la sostenevano più".

 

 Perchè questa tregua adesso, dopo quarant'anni di attività?

 "Sono stato testimone di quello che è successo nel giorno opposto a quello che viviamo oggi, quando l'Eta uccise per la prima volta un poliziotto e il giorno seguente un militante morì in un conflitto a fuoco (nel 1968, ndr). Ricordo molto di quegli anni. Quando un movimento perde la sua "poetica”, non ha più senso. I banditi di Robin Hood rubavano ai ricchi per dare al poveri. Negli anni Sessanta ci sono stati ovunque movimenti di questo tipo. La 'poetica' dell'Eta si giustificava davanti all'esistenza di un dittatore (Franco è rimasto al potere fino alla morte, nel 1975, ndr). In base al seguente ragionamento: il dittatore è il male assoluto, intende sterminare il popolo basco. Quindi: ogni mezzo è legittimo. Così è nata l'idea romantica dell’Eta".

 

 Quando questa idea è entrata in crisi?

 "Con la democrazia. Ci sono partiti politici, c’è l'autonomia, la lingua basca non è proibita. La gente non si riconosce più nel bandito Robin Hood e ha smesso di appoggiarlo. Da almeno vent'anni l'Eta è diventata un guscio vuoto. Ha perso poetica e appoggio sociale. E’ arrivata al termine".

 

 Crede che nell'accelerare la fine abbia avuto un ruolo la presenza da due anni a Madrid del governo socialista di Zapatero, meno nazionalista del predecessore popolare Aznar?

 "Non direi. La differenza più che altro è che, prima, ad ascoltare le dichiarazioni anti-basche della destra sembrava di essere tornati all'epoca di Franco”.

 

 Se l'Eta ha perso senso vent'anni fa, perchè ha impiegato così tanto tempo per deporre le armi?

 "Difficile capirlo. Probabilmente è stata una prova di immaturità. I militanti dell’Eta non duravano molto, gli arresti erano continui. A sostituirli erano ragazzi ancora più giovani, con posizioni poco moderate. Sostenute in molti casi per desiderio di timé, di prestigio sociale all'interno del gruppo. Le proposte più radicali sono anche le più romantiche, quelle che trovano maggior seguito. Quest'estetica di duri contro teneri ha prolungato l'agonia”.

 

 Ma è certo che si tratti di una tregua definitiva? O c'è il rischio che come quella del '98 sia interrotta dopo un anno?

 "No, questa volta non è come le altre. Le centinaia di migliaia di militanti dell'organizzazione Batasuna (considerato braccio politico del gruppo armato e dichiarato illegale nel 2003, ndr) da tempo non condividevano le azioni dell'Eta, anche se in qualche modo le comprendevano. C’era continuamente chi diceva: "Perche non vi fermate?". Questo scenario si stava preparando da tempo".

 

 Secondo molti analisti, la crisi dell'Eta è stata innescata anche dalla comparsa del terrorismo islamico sul territorio spagnolo e dalla strage di Madrid dell'11 marzo 2004...

 "Sì, anche io credo che il terrorismo islamico abbia a che vedere con tutto questo. Forse perchè chi ragiona con la logica militare fa caso solo a chi usa le armi. Cinicamente si può pensare che l'Eta abbia fatto il seguente ragionamento: se quello che facevamo noi ora lo fanno gli islamici, non abbiamo più nulla da fare, siamo diventati antichi, superati".

 

 Che cosà accadrà ora? Comincerà una fase di resa dei conti?

 "Si aprirà un vaso di Pandora e questi anni saranno passati in rassegna. Si prospetta uno scenario molto conflittuale. Se ne parlerà sui giornali, in Parlamento, ci saranno manifestazioni. Un periodo difficile. Ma finalmente, rimossa questa anormalità, resteremo all'interno del gioco democratico".



IN PRIMO PIANO







  stampa questa pagina invia questa pagina per mail