Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mer 10 giu. 2026
  cerca in archivio   RASSEGNA STAMPA
La sinistra italiana «tiepida» sulla Bielorussia«L'Est europeo è uscito a destra dal socialismo»
I quotidiani progressisti non mostrano grande partecipazione per la rivolta. Sansonetti (Liberazione): «Gli studenti in Francia emozionano di più». Polo (Manifesto): «Opposizione filo- Usa». Bonino: «Siete nostalgici».

• da Corriere della Sera del 27 marzo 2006, pag. 10

di Paolo Conti

Le cariche in piazza a Minsk, gli arresti, i leader della rivolta picchiati o costretti alla fuga non commuovono la sinistra. Basta dare un'occhiata ai quotidiani. Unità a parte (articolo di apertura a pagina 10) c'è il Manifesto tiepidissimo (“Minsk, scontro col trucco”) e Liberazione con un articolo in pagina 2 senza alcun richiamo in prima pagina.

 

 Perché? Gabriele Polo, co-direttore de il Manifesto spiega chiaramente ciò che pensa: «C'è scarsa conoscenza di una situazione complessa da valutare. Già nel caso dell'Ucraina abbiamo avuto difficoltà nel capire quanto ci fosse di spontaneo in quel movimento, al di là della richiesta generica di libertà». Ma c’è dell'altro, di segno ideologico. E Polo lo sintetizza in uno slogan: «Tutto l'Est europeo è fuoriuscito a destra dalla mancanza di libertà e dal socialismo reale. E questo, lo dico con chiarezza, non ci piace. Noi siamo nati da una critica da sinistra a quel sistema, il Pci ci espulse per  questo. Quando il blocco sovietico è crollato, non abbiamo potuto condividerne il modo”. In quanto alle spinte esterne: "L'opposizione subisce un'influenza dagli Usa. Un pesante condizionamento nel giudicare un movimento contro un personaggio comunque autoritario come Lukashenko. Né credo si possa ridurre tutto a una vicenda di brogli. Temo, e sottolineo temo, che Lukashenko abbia vinto regolarmente”.

 

 Emma Bonino, attentissima alla politica internazionale, offre questa analisi: "In campagna elettorale non ci si occupa mai, a destra come a sinistra, di quanto avviene al di fuori dell'Italia. La difesa della democrazia in Paesi come la Bielorussia è oggetto al massimo di convegni della domenica. La politica internazionale non è una priorità del governo ma nemmeno dei grandi partiti di opposizione". Non sarà il fastidio per un'opposizione “di destra" sorretta dagli Usa? «Ma no, forse per qualche nostalgico che vive a Cuba…”.

 

 Sicuramente non Piero Sansonetti, direttore di Liberazione: "Non credo che si possa accusare il nostro quotidiano di offrire una lettura dell'opposizione bielorussa come di una forza destrorsa". Semmai, dice, la verità è un'altra. Più banale: «Semplicemente c'è scarsa attenzione verso quella zona del mondo. Le cariche contro gli studenti in Francia emozionano più degli arresti a Minsk. Interessante l'analisi proposta da Franco Venturini sul Corriere: si tratta di un errore di

informazione che va corretto". Sansonetti aggiunge un'ultima considerazione: ”Tutti, destra come sinistra, danno per scontato che in quella zona dell'Europa sia difficile aspettarsi una piena realizzazione della libertà. Un po' perché sia la sinitra radicale che quella riformista sono state legate in un ormai lontano passato all’ex impero sovietico. Un po' perchè la destra e la cultura liberale non si soffermano su quell'area”.

 

 Infine Giulietto Chiesa, ex corrispondente da Mosca, eurodeputato ex ltalia dei valori: “Il mio giudizio sulla stampa italiana è negativo, non mi stupisco che le vicende bielorusse siano quasi ignorate. Ma è difficile spaccare la faccenda tra destra e sinistra. La maggioranza che ha eletto Lukashenko è di destra o di sinistra? Se misuriamo le vicende di Minsk col metro dell'acquitrino  italiano, poveri  bielorussi... La verità è che c'è in att o un grande  scontro: una parte d'Europa, soprattutto Polonia e Paesi baltici in accordo con gli Usa, vorrebbero sottrarre Minsk all'influenza russa. La maggioranza dei bielorussi e Mosca non sono d'accordo. Infatti non vedo una vera, grande opposizione a Lukashenko. Ma la partita è delicata: c'è di mezzo il futuro rapporto tra Russia, Europa e  Stati Uniti”. 



IN PRIMO PIANO







  stampa questa pagina invia questa pagina per mail