I radicali non ci stanno: «E’ sempre più evidente che le gerarchie ecclesiastiche, in testa il papa e il cardinale Camillo Ruini, hanno scelto di intervenire a gamba tesa nella campagna elettorale addirittura nella forma di quelli che chiamerei dei comizi finali», commenta Daniele Capezzone (Rnp), segretario di Radicali. «Sono convinto - sostiene il leader radicale - che i credenti italiani non seguiranno le gerarchie ecclesiastiche perché sono del liberali e del laici, come testimonia anche l'ultima ricerca dell'istituto Eurispes». Secondo Capezzone, «i cattolici dei nostro Paese hanno sempre saputo distinguere tra la loro personale opinione e la necessaria laicità delle leggi dello Stato» , tra i «io non lo farei» e il «tu non io devi fare». Secondo il dirigente radicale, è «sconcertante» il fatto che «non esiste nessun altro Paese del mondo occidentale» nel quale «le gerarchie di una sola confessione religiosa da una parte hanno dei privilegi straordinari e da un'altra parte vogliono anche entrare a gamba tesa nella lotta politica». E conclude: «Chi vota per questa Margherita, per questo Ulivo, con il silenzio del Ds che chiaramente subiscono nella subalternità la linea Bobba-Binetti, vota per qualche brutta sorpresa sui diritti civili».