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Caccia, Mellano: caro Turci, nel pugno abbiamo una rosa, non un fucile

Roma, 1 dicembre 2006

Da fonti di stampa si apprende che nella giornata di giovedì 30 novembre il vice presidente del gruppo parlamentare della Rosa nel Pugno alla Camera dei Deputati, Lanfranco Turci, ha incontrato il Presidente dell’Arcicaccia, Osvaldo Veneziano. Al termine dell’incontro Turci avrebbe dichiarato tra l’altro: “non esiste un problema caccia nel nostro Paese” ed anzi “grazie alla legge 157 e all’articolo 842 del codice civile risultano altresì innovative le norme che determinano la programmazione delle presenze venatorie sul territorio nel rispetto della proprietà privata e di un uso corretto delle risorse naturali…”.

 

Al riguardo Bruno Mellano, deputato radicale della Rosa nel Pugno e membro della Commissione Agricoltura, ha dichiarato:

 

“Non mi sorprende affatto che Turci continui ad esprimere una linea politica di mera tutela della attività venatoria, d'altronde credo sia quasi impossibile ricoprire la carica di Presidente della regione Emilia Romagna, del sistema delle cooperative rosse e di deputato PCI-PDS-DS per svariate legislature senza fare i conti con le pressioni della lobby dei cacciatori italiani. Sorprende però che Lanfranco Turci, come vice presidente del gruppo, finisca per esprimere una posizione più arretrata di quella formulata dallo stesso presidente dell’Arcicaccia. Il 19 settembre scorso, infatti, nel corso delle audizioni effettuate dalla XIII Commissione Agricoltura riunita per esaminare il disegno di legge di conversione del famoso decreto De Castro-Pecoraro-Bonino sull’attuazione delle direttive comunitarie in materia di caccia, Veneziano aveva formulato il parere favorevole della propria organizzazione alle norme di modifica purtroppo solo parziali della legge nazionale sulla caccia. Di fronte a più metà delle regioni italiane condannate per palese e ripetuta violazione delle normative comunitarie il Governo aveva doverosamente proposto un decreto volto a sanare i casi di infrazione,  incidendo proprio sulla legge 157/92.

Per quanto riguarda l’articolo 842 del codice civile voglio ricordare di aver presentato una proposta di legge di abrogazione dell’articolo, nel solco di una battaglia comune dei Radicali e dei Verdi che dura da 30 anni. E’ ancora accettabile nel terzo millennio che gli unici cittadini europei autorizzati ad entrare nei fondi privati senza l’assenso dei proprietari siano i cacciatori italiani? Pensare di modificare la legge sulla caccia come ci chiedono i milioni di italiani che sono contro la caccia non è un tabù. Ci sono fenomeni come il bracconaggio, la caccia nei parchi, le deroghe senza motivazioni, che non siano elettorali, che vanno fermati. Sarà un lavoro lungo che sicuramente non si chiuderà con questa legislatura ma anche solo approvando la mia proposta di legge, sulla quale proprio ieri ho chiesto al Presidente del Gruppo di sollecitarne la calendarizzazione, potremo dire agli italiani che ci osservano che qualcosa, anche se poco, è stato fatto. I cacciatori hanno già avuto molto; è il momento di dare qualcosa anche a chi in un bosco  tiene nel pugno magari una rosa e non un fucile.

 

 



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